Parlano i nuovi sindaci della Valmarecchia

VALMARECCHIA - Notizie Valmarecchia - mer 01 giu 2011
di Redazione

Dare un futuro alla montagna

Valenti: " Sviluppo economico e tutela del territorio

di Lorella Barlaam

Con Lorenzo Valenti, neo Sindaco di Pennabilli, eletto con la lista civica di centrosinistra "Una storia nuova" che ha raggiunto il 38,35% dei voti, facciamo il punto sull'agenda della nuova amministrazione.
Lorenzo Valenti, come trova la situazione del Comune di Pennabilli, e quale priorità indica?
«Conoscevo bene la situazione comunale, visto che ho fatto 5 anni come consigliere di minoranza e qualche mese nella giunta Valli. Il Comune di Pennabilli vive la crisi di tutta la montagna, segnata dall'invecchiamento della popolazione che qui da noi è scesa sotto i 3.000 abitanti. Tuttavia il nostro Comune ha in sé grandi potenzialità per iniziare un nuovo periodo in cui si inverta questa tendenza, attirando nuovi investimenti ed invogliando i giovani a restare sul territorio. Il miglioramento della viabilità di valle ed intervalliva è senz'altro la priorità se si vuole un nuovo sviluppo socio economico.»
Lei riparte da Sindaco dopo aver ricoperto la carica di Presidente della Comunità montana: che ruolo strategico vede per l'Alta Valle Marecchia?
«La ripresa parte dalla centralità dell'agricoltura che ha la preminente funzione di tutela e presidio del territorio. Da questa centralità occorre incentivare uno sviluppo equilibrato dei vari settori economici che veda insieme crescere il turismo, l'artigianato e la piccola industria».
In questo contesto quale può essere il ruolo di Pennabilli?
«L'ambiente naturale incontaminato del Parco Sasso Simone e Simoncello, la storia dei nostri borghi antichi, la genuinità dei nostri prodotti tipici possono essere i presupposti di una nuova realtà nella quale Pennabilli - sede vescovile, soggiorno di uomini di cultura come Tonino Guerra, sede di eventi internazionali come Artisti in Piazza - svolga il ruolo che le è proprio di capitale culturale del Montefeltro. La visita di Papa Benedetto XVI del 19 giugno prossimo rientra in questo contesto».

Il sindaco-medico inizia la sua cura

Marani: "Sceglierò in base ai fatti e non seguendo le opinioni"

di Daniela Succi

Come preferisce essere chiamato: sindaco oppure dottore? "Sicuramente mi piace di più Lorenzo Marani, semplicemente". Un sindaco nuovo per Novafeltria, non solo perché è fresco di incarico: "Sono un medico, sono abituato a giudicare dai fatti, a scegliere in base ai fatti e non fermarmi alle opinioni - dice di sé il dott. Marani - per non confondere mai i dati con l'interpretazione. Vorrei, e perseguirò, una politica il più oggettiva possibile, perché l'interpretazione sbagliata è foriera di scelte anch'esse sbagliate, a discapito della comunità". Riguardo il futuro immediato, il sindaco parla in effetti da medico: "Per ben curare bisogna personalizzare: voglio portare questa metodologia anche nella politica, per essere vincenti. Per esempio, quando andremo in Provincia porteremo la forza delle nostre ragioni, contro le ragioni della forza".
Ma com'era il dottore da studente? "Un secchione - ricorda Marani - perché mi piacevano le cose che studiavo, quindi vi dedicavo molto tempo. Ma forse più che secchione meditavo le mie scelte e le perseguivo a fondo". Il dottore/sindaco punta infatti molto sull'aspetto empatico, sul gioco di squadra, come ha trasmesso fin qui anche alla sua equipe ospedaliera, assieme alla competenza e alla cortesia. "Io conto molto sull'attività dei collaboratori - conferma Lorenzo Marani - sono contento perché lavorano assieme a me persone competenti e organizzare l'attività con persone capaci, aiuta. In ambito comunale la macchina non è ancora partita, ma quando conoscerò i meccanismi mi attiverò per rendere ottimale l'efficacia. L'obiettivo sarà raggiungere gli obiettivi con meno risorse possibile". Dunque mettere le persone giuste al posto giusto è uno dei primi obiettivi da raggiungere. Il criterio è la valutazione del carattere, la predisposizione dei soggetti a svolgere determinate mansioni. Obiettivo, formare un'equipe forte e affiatata.
Le danno preoccupazione le scelte che dovrà fare per Novafeltria? "Quando ero giovane cercavo la sapienza e pensavo risiedesse nei testi di filosofia. Poi, lasciati i filosofi, mi sono detto che poteva essere nella cultura popolare e ho studiato i proverbi; ma ci sono proverbi che dicono il contrario l'uno dell'altro. Poi leggendo Balzac ho trovato illuminante questa frase: non esistono cose giuste o sbagliate, esistono solo circostanze. Significa che tutto dipende dal contesto, le scelte da fare in Comune dovranno essere contestualizzate, rapportate ai fatti. Le scelte decontestualizzate sono per loro natura erronee. Il trucco per decidere bene le cose è contestualizzarle".

 

 

 

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