Il Festival in cima al Campanone
Prime anticipazioni
Tutta la città coinvolta, fino a un poetico canto di Mariangela Gualtieri dalla torre
Santarcangelo Festival 41° anno. Tra qualche giorno ci sarà l'uscita ufficiale del programma. Ma intanto ecco alcune anticipazioni che riguardano le connessioni con la città. Intanto la direzione di Ermanna Montanari focalizza l'attenzione verso l'attore-ruolo: punto di crisi, stonatura, margine dell'esistenza. Attore-eretico perché non è mai lui, non si sa chi sia davvero. Queste saranno le basi per l'edizione 2011, di natura corale, sia per i cori occasionali che occuperanno lo spazio urbano, sia per il dialogo fra gli artisti e una cittadina sempre più coinvolta.
Un Festival che incontra una città anche in linea verticale, quando ai cori si succederanno le monadi, ovvero attori e attrici dai percorsi spiccatamente solitari. Verticalità sottesa anche nell'occupazione dello spazio, ancora più accentuata, quasi un "teatro diffuso" che si spande dalle piazzette ai balconi, dai giardini agli angoli delle strade. Quest'anno sarà occupato anche il punto più altro: dalla torre civica Mariangela Gualtieri canterà al tramonto i suoi versi, novella muezzin del credo culturale.
E veniamo ai cori di "Eresia della felicità": 200 scatenati adolescenti provenienti da svariate parti del mondo occuperanno ogni sera lo Sferisterio con magliette gialle e voci bianche, per interpretare versi di un Vladimir Majakovskij anch'esso giovane e tumultuoso. E' il progetto "Non-scuola" del Teatro delle Albe che prese il via nel '91 da Ravenna Teatro Stabile Corsaro, in cui si valorizza una pedagogia "asinina" e anti- accademica. I cori proposti da Santarcangelo 41 sono anche quelli gregoriani, di cui la Maestra di coro Elena Sartori terrà un seminario gratuito aperto a tutti, durante le serate del Festival.
L'ultima sera, come ogni corso che si rispetti, il saggio. Il debutto dei novelli cantori sarà alla Collegiata. Non dimentichiamo coro doppio: il laboratorio partito a fine inverno rivolto a giovani e anziani, nativi e migranti, in cui si mette in canto la vita sociale e politica di oggi.
Sempre all'insegna del coinvolgimento della città, altri laboratori intendono chiamare persone, disposte a interagire con il Festival e con il mondo del teatro. Uno spazio per bambini a cura di Hamelin, per ‘lavorare' sulla contrapposizione suono/silenzio, mediante scioglilingua e giochi di parole, fino alla riproduzione dei versi degli uccellini. La composizione di questo stormo cinguettante attraverserà le vie del paese. La disegnatrice Leila Mazzocchi insegnerà a costruire timbri personalizzati, da ottenersi mediante la lavorazione di ortaggi come cavoli, cipolle e patate. Roberta Guidi offre un corso intensivo di canto, seguendo il Metodo Lichtenberg che si fonda su un ascolto intenso del brano da interpretare. Appunto perché si lavora su un metodo registrato, si tratta in questo unico caso di un corso a pagamento.
Qui invece siamo agli aspiranti attori: il regista giapponese Oriza Hirata, ideatore del "Teatro Colloquiale" lavorerà sulla messa in scena delle parti silenti dei discorsi.
Festival 41 vuole essere vissuto e raccontato in diretta, con radio Gun Gun che da piazza Ganganelli coinvolge pubblico e ospiti in critiche e approfondimenti, trasmessi anche su web. Approfondimenti anche dallo Sferisterio, dove lo scrittore emiliano Paolo Nori farà il punto critico dell'edizione in corso, dando vita a un vero e proprio diario di bordo, compresi i pettegolezzi e le papere.
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