Il Museo dell'Emigrante di San Marino

SAN MARINO - Notizie Valmarecchia - gio 19 mag 2011
di Redazione

Non c'è futuro senza memoria
Un luogo dove capire le nostre radici e le vicende di coloro cui furono strappate

Varcare la soglia del Museo dell'Emigrante - Centro Studi Permanente sull'Emigrazione della Repubblica di San Marino è come immergersi nella macchina del tempo. Un luogo, o forse sarebbe meglio dire, un tempio del ricordo dove, con grande passione e cura certosina, sono state raccolti e catalogati documenti, fotografie, oggetti e memorie degli emigranti sammarinesi del secolo scorso.

Ma procediamo con ordine.
Il Museo si trova nel centro storico della Città, in un ala dell'antico monastero di Santa Chiara in Contrada Omerelli e già arrivarci, percorrendo il vicolo circondato da vecchie mura, predispone alla visita.
Bella questa sede, carica di suggestioni antiche a cominciare dalla "ruota" che sin dall'entrata, fa ricordare le consuetudini delle monache, le antiche proprietarie dell'edificio.
All'ingresso la prima gigantografia in bianco e nero con i simboli dell'emigrante: antiche valige di legno e cartone.
Ci accoglie la Dott.ssa Noemi Ugolini, Direttrice di questo Museo da lei ideato e inaugurato ufficialmente nel 1997 alla presenza degli Eccellentissimi Capitani Reggenti.
Questa iniziativa, partita dalla Consulta dei cittadini sammarinesi residenti all'estero e promossa dalla Segreteria di Stato per gli Affari Esteri, si è potuta concretizzare e consolidare negli anni grazie ai contributi di enti pubblici e privati, dell'UNESCO e grazie alla collaborazione fattiva di tutta la popolazione sammarinese che ha contribuito consegnando materiale documentario e iconografico di grande valore storico appartenuto ai propri famigliari da generazioni.
A questa incessante ricerca hanno partecipato e partecipano tuttora attivamente anche le 24 comunità di sammarinesi sparse nel mondo.
Il percorso del Museo che si snoda attraverso otto ambienti percorrendo il percorso immaginario dell'emigrante dalla partenza all'arrivo nella nuova terra. Ecco le foto e i documenti per il viaggio spesso lungo e faticoso, le memorie sul nuovo territorio d'arrivo, le lettere accorate con cui venivano tenuti i contatti con le famiglie d'origine, gli strumenti di lavoro e di uso quotidiano: tutto ad attestare la grande nostalgia per la patria lontana e il desiderato rientro.
Uno spazio particolare è inoltre dedicato ai mestieri all'estero, all'emigrazione negli Stati uniti e a quella femminile. Vi è collegato il Centro Studi Permanente sull'Emigrazione che da solo, richiederebbe un articolo tanto è ricco di contenuti e valori culturali e sociali.
Il Centro, che organizza seminari e convegni sul fenomeno migratorio, tiene contatti e scambia informazioni con Centri Studi Italiani, europei ed extraeuropei, è anche promotore di borse di studio per le ricerche di laureati sammarinesi e a disposizione delle scuole per percorsi formativi e progetti. Al suo attivo anche una mostra itinerante che racconta la storia dell'emigrazione in diverse lingue ideata per scuole, manifestazioni congressuali e culturali.
Questo Museo, che ricordiamo nel 1998 si classificò fra i primi dieci partecipanti al "Premio per il Museo Europeo dell' anno 1998" organizzato dall'Associazione "The European Museum Forum" sotto il Patrocinio del Consiglio d'Europa, merita molto più di una semplice visita: va capito e conosciuto come una cosa viva, come un patrimonio di noi tutti, sammarinesi e non, da curare e salvaguardare con la massima attenzione.
Un luogo in cui ritrovare le proprie radici attraverso la memoria di vicende comuni all'umanità intera.

 

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