Palacongressi, finale col botto

RIMINI - Notizie satira - gio 19 mag 2011
di Nando Piccari

Il Carroccio doveva sbancare invece sbanda
Pini non demorde: attacco finale il giorno dell'inaugurazione

Da quel vero e proprio "cancro" che sono, i nostri Magistrati non si contentano di spargere le loro "metastasi" da Milano a Palermo, coprendo di guai giudiziari un sant'uomo che chiede solo di poter governare in pace le sue aziende, il suo harem e, se gli resta tempo, il nostro Paese. Ora le toghe rosse, sotto mentite spoglie, arrivano perfino a voler cambiare il corso della politica francese, esportandovi l'accusa di maialaggine contro Strauss Kahn, il più accreditato successore di Sarkozy, messo in galera a New York, dove non esistono provvidenziali leggi ad personam in grado di impedirlo. Pare che Berlusconi intenda prestargli il suo diabolico Ghedini, che ha già pronta la difesa: ma quale bunga bunga a cui sarebbe stata costretta quella cameriera? Strauss l'aveva solo invitata a fare un valzer!

Ha bene fatto Piacenti, col cuore in mano, a chiedere agli elettori riminesi un voto al PdL a consolazione del martirio giudiziario del premier. Perché si fa presto a dire che le sue più recenti esternazioni sembrano ormai da "fuori di testa" e tali da farlo apparire il primo "caso clinico" che governi una nazione: la verità è che è tutta colpa della Magistratura, il cui Consiglio Superiore è non a caso presieduto da Napolitano, del quale Berlusconi non sopporta più tutti quei richiami alla Costituzione.
In questi giorni, però, il Presidente della Repubblica è impensierito da una grana ben più grave: le critiche di Pizzolante riferite alle concessioni ai bagnini. Si sa come sono andate le cose: l'Europa, col solito mix di buone ragioni e ossessioni liberiste, decreta che d'ora in poi le concessioni si assegnino mediante gara, rischiando di penalizzare oltre misura chi sulla spiaggia c'è da sempre e l'ha fatta crescere. Il buonsenso suggerisce perciò una concertazione fra Governo, Regioni, rappresentanze politiche e imprenditoriali interessate; ma a ridosso del voto ecco il colpo di teatro dello stridulo Tremonti: "Vada a fottersi l'Europa! Voila il decreto che vi dà la spiaggia non per trenta, né per cinquanta, ma - mi voglio rovinare - per novant'anni." All'indomani la Brambilla già sgallettava in Riviera, con Lombardi cavalier servente, a somministrare ai bagnini la bufala governativa. Al momento di firmare il decreto, il Presidente della Repubblica non poteva però avvallare quella farsa, cosicché dall'iniziale montagna il governo ha infine partorito il topolino: vent'anni di concessione, e come dice l'Europa. Pizzolante s'è molto arrabbiato con Napolitano e sperava nel sostegno di Tremonti, che invece ha raggelato il sangue al PdL riminese con quel tremendo anatema: «Delle spiagge non me ne frega un tubo!» Solo Renzi non s'è perso in quelle "ciance da spiaggia", perché la sua è stata fin qui una campagna elettorale tutta di corsa: alla mattina appena il tempo di un saluto romano ai famigliari e via a concertare col suo esclusivo alleato, Pini da Forlì. Ma il 2° round è meglio lo giochi da solo, viste le batoste che l'on. Piloni ha buscato nel primo: la figura da peracottaro a Pennabilli, dov'era candidato sindaco; a Monte Colombo il suo mammolo legaiolo che da candidato a primo cittadino è finito "ultimo dei non eletti"; a Cattolica, dov'è riuscito a portar guai a Cimino mettendo il suo "cappello da sbruffone" sul tentativo di azzoppare per via legale il candidato di centrosinistra. A Rimini stava per divorziare dal "fondamentalista avicolo" le cui fobie ingegneristiche forniscono i proiettili al fucile forlivese a canne mozze che spara da mesi contro il Palacongressi. Poi, però, i due si sono scambiati una stretta di mano con tanto di foto sui giornali e nell'occasione Piloni ha pure programmato l'attacco finale: il giorno dell'imminente inaugurazione, con indosso una cintura imbottita di articoli de "La Voce", si lancerà contro il Palas per farsi esplodere. Di qui il sorriso compiaciuto che nella foto era stampato sul suo viso: per dirla con un francesismo, il tipo "vis de kamikaze".

 

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