RIMINI L'introvabile e piacevole Locanda del Pettirosso
RIMINI - Notizie Taccuino - mar 26 ago 2008
di Michele Marziani
[{A Meleto di Saludecio, a due passi da Mondaino e Montegridolfo, un piccolo ristorante piacevole, accogliente, fresco e curato, attento ai sapori dell'orto e della terra}
Un bell'esempio per la cucina delle colline a sud di Rimini, dove spesso ci sono ottimi prodotti, ma locali poco interessanti]
Non scambierei il piacere di una mappa scarabocchiata a mano, di una vecchia cartina geografica, con un navigatore satellitare. Cosė, per raggiungere la Locanda del Pettirosso (tel. 0541 855152) a Meleto di Saludecio, ho seguito indicazioni e appunti concedendomi il lusso di perdermi nella Romagna del sud, nelle terre delle scrittore Fabio Tombari, tra i colli che segnano il confine con le Marche, a cavallo tra Saludecio, Mondanio e Montegridolfo. Qui c'č il respiro della campagna dimenticata dagli speculatori della costa, c'č la brezza che arriva dal mare e ci sono selve e boschetti che circondano campi e oliveti. Alla fine si trova, in basso, quasi invisibile, il cartello che indica questo luogo intatteso: un ristorante piccolo, accogliente, immerso nel verde. La cucina promette piatti curiosi, non usuali. Cose leggere e leggiadre, a volte fin troppo curate, leziose, al punto che la cuoca, ci viene da malignare, sembra uscita da una patinata rivista di gourmet. Invece no, č fuggita in collina dopo trent'anni di cucina d'albergo. E qui ha cominciato a suonare la musica gastronomica che le piace: aiutata dal figlio che studia da medico, ma intanto serve ai tavoli e, di tanto in tanto, dal marito, assicuratore. Mestiere del quale conserva la parlantina forse eccessiva, ma sempre garbata e piacevole. Lei cucina, loro raccontano: da dove viene l'olio (l'ottimo extravergine locale dell'azienda Fraternali Grilli), la carne, le tante verdure dell'orto, i funghi, le erbe aromatiche... Gli antipasti sono una tavolozza un po' naif di cose belle all'occhio, a volte sfiziose al palato (la cialdina con i ceci, il fiore di zucchina ripieno con zucchina e ricotta, il semolino con gli spinaci selvatici), a volte proprio ghiotte (il cartoccio con crostone ai formaggi filanti e verdurine con maggiorana fresca) a volte un po' pretenziose (il maiale con la borragine fritta che manca della fragranza attesa), altre inutili (la poco interessante bresaola), ma nell'insieme molto gradevoli e rappresentativi del territorio. Tra i primi sono fresche e invitanti le chitarrine con zucchine e i loro fiori e piace e il "raviolo aperto" con caponata di melanzane. Le mezze lune al mascarpone e pinoli con funghi porcini, ci sembrano invece un piatto alla moda e senza lode. Nessun problema: ci pensa un super coniglio a riequilibrare la nostra esperienza: buonissimo. Si chiude bene, con il morbidoso ghiacciato al cioccolato con meringa alla rosa canina e frutti di bosco o con un calice di Barolo chinato accompagnato da una selezione di cioccolato Venchi. Conto sui 40 euro, compresa una discreta bottiglia. Ci voleva un posto cosė, semplice ma non banale, in queste campagne piene di locali dalle cucine spesso ripetitive.
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