Sulla schiena del buratello

RIMINI - Notizie primo piano - gio 19 mag 2011
di Stefano Cicchetti

Il terremoto Grillo strapazza la sinistra radicale
Gnassi e Renzi verso un ballottaggio tutto da giocare

Come da copione, saranno Andrea Gnassi e Gioenzo Renzi a giocarsi la partita per il sindaco di Rimini. Meno scontato il panorama uscito dal primo turno, sconvolto dall'effetto Grillo. Eppure il travolgente successo del Movimento 5 stelle si era già verificato un anno fa. Ma pochi credevano che il fenomeno si sarebbe ripetuto con palazzo Garampi in ballo. E invece non solo Grillo ha fatto il bis, ma ha anche rincarato la dose. A farne le spese sono stati per primi i partitini di quella che fu la sinistra "radicale", di fatto cancellata: Rifondazione e Comunisti Italiani pur insieme non arrivano al 2 per cento, i Verdi superano a stento l'1, Sinistra Critica praticamente non esiste. Ma anche il SEL, che doveva essere la novità e la spina nel fianco del Pd, non fa poi tanta strada. Il 5 per cento raccolto da Fabio Pazzaglia peserà eccome, ma resta ben lontano da pronostici che accreditavano perfino il doppio di quei consensi. Male Italia dei Valori sotto il 3 per cento, malissimo il Psi di Stefano Casadei precipitato allo zero virgola. Una buona mano a Gnassi l'ha data solo la lista civica Rimini per Rimini, con un sorprendente 2,5 per cento che vale la conferma in consiglio per l'inossidabile Bertino Astolfi. Gnassi può dire di aver recuperato una situazione a dir poco critica, ma il traguardo è ancora lontano. Dall'altra parte le delusioni sono state forse ancor più cocenti. La Lega può legittimamente cantar vittoria, avendo ottenuto un 7,5 per cento senza nomi di spicco; ma anche qui le previsioni erano ben più ottimistiche. Per il Pdl invece sono stati dolori. E buon che Renzi ha trascinato del suo un 8 per cento in più, rispetto al risicato 26,2 della lista. Certo non hanno giovato le risse fra Pini e Pizzolante, ma anche le fratture marchiane nello stesso Pdl. Come sul metrò di costa: avvallato a sorpresa da Renzi, nel programma di Marco Lombardi è stato messo al primo punto ma con un bel NO scritto in rosso. Il derby dei centristi è stato vinto da Antonio Polselli su Marco Moretti: il primo sarà in consiglio, mentre per l'ex sindaco le urne non sono state generose, nonostante un programma riconosciuto anche dagli avversari come fra i più seri e concreti. Con meno di quattro punti a dividerli, sia Gnassi che Renzi possono con ragione sperare di farcela. Come? Meglio apparentarsi o tirare diritto da soli? I cittadini si augurano pochi giochetti e tanta chiarezza. Sarebbe perfino bello, per quanto - ci rendiamo conto - utopistico, sapere anche qualcosa sulla lista dei possibili assessori. I due finalisti strizzano ora l'occhio ai Grillini: se non agli eletti - si sa già che non faranno accordi - almeno a chi li ha votati. Chi risulterà più credibile a coloro che li giudicano entrambi uguali e intercambiabili? Certo a questa galassia giovane ed entusiasta qualcosa la politica tradizionale dovrà pur dirla, possibilmente senza paternalismi. Tutto si può pensare del 5 Stelle meno che manchi di buona fede, passione e impegno generoso, senza ambizioni personali e di bottega. Da parte loro, anche i tre nuovi consiglieri del Movimento si ritrovano addosso una bella responsabilità. Essere il terzo partito della città può voler dire diritto di veto praticamente su tutto. Ma anche forza propositiva di notevole peso. Si vedrà quale delle due opzioni riuscirà a prevalere.

 

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