Marino Vasi si è spento a 91 anni

Rimini - Notizie Centro Storico - mer 04 mag 2011
di Enzo Pirroni

Un buon maestro se ne va
Insegnante di materie scientifiche, credeva nella ragione e amava la letteratura

Invecchiando ci si specializza, a forza, in epicedi. Ogni poco se ne va qualcuno che ti è stato accanto e col quale hai condiviso passioni, idee, speranze. Venerdì, 22 aprile, si è spento all'età di 91 anni il professor Marino Vasi. Riminese autentico, nato nel proletario Borgo Marina (i suoi erano marinai), sfruttando le sue non comuni qualità intellettuali, studiò, frequentando dapprima il locale Liceo Scientifico (come insegnanti aveva avuto i professori Franciosi e Balducci, e come compagni Ugo Gobbi e Tino De Giovanni) e poi iscrivendosi all'Università di Bologna, facoltà di Fisica. Nel 1945 si laureò a pieni voti discutendo la tesi che aveva per argomento le radiazioni cosmiche e le particelle elementari col professor Gilberto Bernardini che lo volle con sé come assistente. Ma le necessità del vivere lo costrinsero ad abbandonare l'affascinante ma aleatoria carriera di ricercatore per intraprendere quella, sicuramente più prosaica ma, da un punto di vista esistenziale più certa, di insegnante negli istituti superiori di istruzione secondaria.
Per quarant'anni circa fu professore di matematica e fisica. Per due anni fummo colleghi nell'Istituto Tecnico Industriale "L.Da Vinci". Marino Vasi, fu uno degli studiosi più geniali ed interessanti con cui sia stato intimamente legato nel corso della mia esistenza. Era dotato di una chiarezza e di un'agilità di pensiero straordinarie (questo fino all'ultimo giorno di vita), unite ad una eccezionale, sicura intuizione dei punti essenziali. La ragione era il suo credo e su ciò non faceva sconti. Vero uomo di sinistra, detestava i bigotti, i fanatici, gli ignoranti, i tromboni che nascondono dietro "il sovrappieno del loro vocabolario il sottovuoto delle loro argomentazioni". All'assolutismo politico-teologico, che da secoli sguazza nei pantani della rivelazione e della fede, contrapponeva l'assolutismo matematico e scientifico, fondato sulle inamovibili basi della dimostrazione e della sperimentazione. Spinto da una curiosità faustiana si era venuto costruendo una solida cultura umanistica, ed i suoi giudizi riguardo agli scrittori e libri erano pertinenti e condivisibili al cento per cento. Inoltre era anche un ottimo poeta dialettale ed un giorno o l'altro occorrerà mettere mano all'intero corpus di zirudelle, epigrammi e sonetti vernacolari. Il dolore arrecatomi dal trapasso di Marino Vasi è stato cocente perché mi ha fatto sentire abbandonato nella più totale solitudine e desolazione culturale. Mi mancheranno le sue lunghe telefonate serali nelle quali mi ragguagliava circa la di lui condizione fisica e mi faceva partecipe degli ultimi libri letti. Non ci saranno più le lente passeggiate in bicicletta che avevano per meta finale le panchine poste accanto alla fontana dei quattro cavalli. Non posso che esprimere, nonostante il dolore, la mia gratitudine per aver conosciuto questo uomo ed aver goduto della sua amicizia.

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