La Corte di Giustizia europea abolisce il reato di clandestinitą

RIMINI - Notizie attualità - mer 04 mag 2011
di Raluca Albu

Emigrare non infrange alcuna la legge

Il reato di immigrazione clandestina punito con la reclusione ha suscitato molte polemiche in Italia. Per il governo è una modalità di combattere l'immigrazione clandestina, punendo severamente coloro che non rispettano un ordine di espulsione. I giudici italiani della Corte Costituzionale e Cassazione trovano sproporzionato e inutile punire con la detenzione il mancato allontanamento del migrante.

A due anni dall'entrata in vigore del reato di clandestinità, la Corte di Giustizia di Lussemburgo si è pronunciata contro la misura detentiva in quanto tale normativa è in contrasto con la direttiva europea sui rimpatri degli irregolari. La direttiva prevede che i clandestini vadano invitati prima ad andarsene, mentre espulsione coatta, trattenimenti nei Cie e reclusione dovrebbero scattare solo in casi eccezionali. "La Corte considera che gli Stati membri non possono introdurre (...) una pena detentiva (...) solo perché un cittadino di un paese terzo, dopo che gli è stato notificato un ordine di lasciare il territorio nazionale e che il termine impartito con tale ordine è scaduto, permane in maniera irregolare in detto territorio". La pena detentiva rischia di compromettere l'obiettivo della direttiva, ovvero "l'instaurazione di una politica efficace di allontanamento e di rimpatrio dei cittadini di paesi terzi il cui soggiorno sia irregolare nel rispetto dei loro diritti fondamentali".
Il "no" della Corte UE alla reclusione per i clandestini ha avuto molte reazioni in Italia. C'è chi afferma che vanno riviste le direttive europee, c'è chi considera la sentenza un accanimento delle istituzioni europee contro l'Italia, c'è chi vede in questa sentenza la fine di un grave errore umano e giuridico.
Mi permetto solo una piccola considerazione personale: le politiche e la normativa sull'immigrazione dovrebbero essere pensate fuori da qualsiasi demagogia, tenendo conto dei diritti fondamentali delle persone e dei principi della solidarietà. Per evitare certi NO, che non sempre aiutano a crescere....

 

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