Little Tony in concerto
Intervista al cuore matto più amato
A Retropolis il 9 Aprile
Come negare che "Cuore matto", "24mila baci", "Riderà" siano pezzi ormai entrati nella leggenda del rock, così popolari da mettere d'accordo pure nonni e nipoti? È probabilmente da questa riflessione che la direzione artistica del Velvet è partita per progettare una serata davvero inedita di Retropolis, dedicata agli anni '60, con protagonista il re indiscusso del rock, delle banane e delle frange: Antonio Ciacci alias Little Tony.
Sabato 9 aprile il cantante sammarinese calcherà il palco della discoteca di S. Aquilina e a lui chiediamo che tipo di live ci dobbiamo aspettare.
«Il mio repertorio è molto vasto, va dal rock al country. Canto molto in inglese, dato che ho lavorato per due anni nella tv inglese. Io non sono un classico cantante italiano come Gianni Morandi o Adriano Celentano, adatterò al pubblico la mia collezione».
Crede le nuove generazioni sappiano ancora apprezzare il rock degli anni ‘50/'60?
«Spero e credo proprio di sì perché tutto è nato dal rock degli anni '50 che ha cambiato profondamente il gusto dei giovani, basti pensare a tutte le band inglesi che sono nate negli ultimi vent'anni. Gli anni '50 e ‘60 sono sempre presenti in noi, chi non ha mai ballato sulle note di Satisfaction dei Rolling Stones?».
Lei ha avuto una carriera di straordinario successo, cosa consiglia alle nuove leve che intraprendono la strada della musica?
«Un ingrediente fondamentale per avere successo in campo musicale è, innanzitutto, avere un'equipe: un produttore, un paroliere, un arrangiatore. Oggi sono in pochi in grado di essere cantautori affermati, quindi l'unica strada è farsi affiancare da persone in gamba. I giovani non hanno capito che bisogna iniziare con le cover, come ho fatto anch'io, ma poi bisogna creare inediti e oggi è molto più difficile indovinare pezzi di successo. Anche tutti coloro che escono dai reality come "X Factor" o "Amici" e acquisiscono fama riescono perché hanno alle spalle un gran lavoro di equipe».
Lei vive a San Marino, che ne pensa della questione dei frontalieri?
«Io sono nato a Tivoli ma vivo da sempre a San Marino. I miei antenati sono cittadini della Repubblica da sette generazioni ma non so niente di questi frontalieri. Chi sono?».
Sono cittadini italiani che lavorano a San Marino intorno ai quali c'è una polemica piuttosto attuale per una decisione del Governo di San Marino di introdurre, con la finanziaria 2011, una norma fiscale che ne svantaggia le condizioni economiche.
«Francamente la questione m'interessa poco. San Marino è la più antica Repubblica del mondo, non è mica la repubblica delle banane come si dice! Bisogna rispettarne la storia e le usanze».
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