Popoli in marcia verso la democrazia e la libertā

RIMINI - Notizie attualità - mer 06 apr 2011
di Makeliana Beu

La rivolta delle nazioni arabe
E' giunto il tempo del "diritto alla felicità"

Il desiderio di democrazia e libertà è universale: le persone in tutto il mondo sono disposte a pagare un prezzo molto alto per la lotta per la democrazia quando le circostanze lo richiedono. Le recenti notizie di cronaca, sempre in primo piano, dimostrano la risposta del popolo arabo a questa esigenza di democrazia. Sono andate in frantumi tutte quelle teorie che ritenevano che la democrazia non fosse parte dei "valori culturali" degli arabi o dei musulmani.
Il vento della rivoluzione potrebbe a breve ridisegnare la geografia politica del mondo arabo inaugurando una nuova fase storica; dopo secoli di silenzio, il desiderio di libertà e di diritti, da sempre represso, si è risvegliato, e uomini e donne da tropo tempo oppressi hanno trovato il coraggio di alzare la testa e di rivendicare condizioni di vita migliori. I tempi moderni e la globalizzazione hanno fornito gli strumenti di lotta. Tutto il mondo ha visto le immagini della miseria e dell'arretratezza del mondo arabo.
Sembra essere giunto il tempo del riscatto, quello del "diritto alla felicità", il sogno di una vita prospera e felice perché compiuta e libera. Il Medio Oriente è stato a lungo considerato tra i luoghi meno probabili in cui assistere a qualcosa di simile ad una rivoluzione popolare, invece è successo: il giovane tunisino che si è dato fuoco in segno di protesta era un laureato senza futuro, fruttivendolo che faceva fatica a vivere ogni mese con un lavoro onesto, dignitosamente nel suo paese. Sì la rivoluzione è stata laica e ha attraversato tutti i settori della società. Ora i popoli si stanno occupando di un mutamento democratico e questo è solo l'inizio di una lunga strada da fare. Si sa che le proteste di massa sono più forti laddove ci sono regimi dispotici. La dimensione globale di questa onda d'urto è attualmente legata più alla democrazia che alle richieste sociali.
Tutto ciò spaventa l'Occidente: c'è preoccupazione per gli interessi economici legati al petrolio e per le conseguenze dell'ondata migratoria di miliaia di profughi. E la paura scatena nella coscienza collettiva occidentale, una grande retorica.
Di fronte a questo vento di cambiamento che ha investito il mondo arabo dopo secoli di silenzio, nessuno può prevedere gli esiti politici definitivi, le conseguenze umane e la portata, poiché nella storia questo evento rimane unico, con le sue caratteristiche del tutto nuove. Rimane per ora il sogno di una felicità possibile.

 

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