Intervista a Giampiero Piscaglia
Il bilancio della stagione 2010/2011 del teatro Novelli
Uno specchio che riflette davvero la città
La stagione 2010/2011 del Teatro Novelli appena conclusa proponeva il teatro come specchio della vita, «uno specchio molto limpido», come scrive Peter Brook. «Fra il teatro Novelli e gli Atti sono stati 55 gli spettacoli tra prosa, commedie, concerti, danza, performance, monologhi, lavori di ricerca teatrale. Complessivamente, fra novembre e marzo, i fruitori sono stati oltre 30.000, di cui quasi 2000 abbonati. Positivo anche il trend che evidenzia un + 10% rispetto al 2010» ci rivela Giampiero Piscaglia, direttore Istituzione Musica, Teatro, Eventi del Comune di Rimini. «Oltre ai numeri, in tutte le ultime stagioni c'è un aspetto qualitativo che ci sta molto a cuore: un progressivo ricambio di pubblico con una presenza giovanile in costante crescita. A questi risultati non sono estranee alcune azioni che abbiamo compiuto per diversificare i pubblici e allentare gli "obblighi" dell'abbonamento, con formule sempre più flessibili che hanno incentivato la facoltà di selezione libera degli spettatori. Non secondaria anche la scelta di non aumentare i prezzi.» Quest'anno, per dar conto degli umori e amori della platea, è stato distribuito anche un questionario. «Nel momento in cui scriviamo» continua Piscaglia, «ne risultano pervenuti 651. Alla domanda se gli spettacoli hanno corrisposto complessivamente alle aspettative, il 93% di persone ha espresso piena soddisfazione! Anche la maggioranza di quel 7% che ha espresso criticità, motivandole con ragioni di gusto personale, ha comunque dichiarato l'intenzione di rinnovare il proprio abbonamento o di tornare a frequentare la stagione teatrale». Quali sono stati gli spettacoli più "gettonati"? «Il più visto è stato La bisbetica domata con 1909 presenze nelle tre sere, seguito da Il malato immaginario con 606 spettatori a sera, molto bene anche Oblivion Show con 642 spettatori, Divina Commedia-Cantica II con 621. Ma gli altri spettacoli si sono attestati a poca distanza. Molto ampia la lista dei più apprezzati, fra cui Dona Flor e i suoi due mariti, Il malato immaginario, Art, Le bugie con le gambe lunghe, Oblivion Show, Arie, Tutto su mia madre, A corpo morto, Divina Commedia-Cantica II, Thom Pain, Piazza d'Italia, solo per citarne alcuni. Anche i Riminesi venuti da lontano, che sono tanta parte nel mantenere buono l'humus teatrale di un intero territorio, quest'anno hanno visto premiare il loro e il nostro lavoro con un aumento considerevole di pubblico per la rassegna». E la vostra impressione "dal di dentro"? «Buoni i numeri e buone le sensazioni, che indicano una varietà di percorsi che continuano a incrociare gente una volta separata in steccati di generi non comunicanti. Dati a parte, l'impressione quest'anno è quella di una stagione ad alto grado di gradimento: bastava fermarsi a osservare il pubblico, nelle espressioni e nei dialoghi di fine spettacolo, perfino in un lasciarsi andare più spesso ad applausi più generosi, in controtendenza con il tradizionale ritegno a darsi dei frequentatori riminesi».
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