Ciao, Armido
Tu morirai, certo, ma morirai vivendo/ in profondità di azzurro...
E' verso il blu gli azzurri il verde del suo mare e dei suoi cieli che Armido della Bartola si è incamminato lunedì 4 aprile, varcando la soglia della sua pittura, che dava corpo attraverso la magia del colore e materiche pennellate a luoghi dell'anima. Nato nel 1919 a San Mauro, trasferitosi a Rimini da bambino, Della Bartola era il decano degli "Artisti riministi", figura di rilievo nel panorama artistico del dopoguerra non solo locale. Nel corso della sua lunga e prolifica attività pittorica Della Bartola è riuscito a cogliere la verità dei nostri paesaggi e stagioni, ricreandoli con mano e sguardo acuti, per testimoniare realtà. Che raccontasse la "disperata vitalità" della Rimini distrutta dalle bombe, il mare d'inverno, la fatica del lavoro, un solo albero, un nudo, sulla tela riusciva a schiudere il sorriso di una vita vissuta fino in fondo, con curiosità di bambino e sapienza d'artista.
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