A Michele Marziani il "Gourmand best in the world" 2010
Istruzioni per l'uso di una vittoria
"La cosa più bella? La campagna francese dai finestrini del treno..."
La storia delle due edizioni di "Sovversivi del gusto", parole e immagini di Michele Marziani e Marco Salzotto, è quella di molti viaggi. Che cominciano nel 2008 a zig zag attraverso l'Italia, e arrivano fino a Parigi, dove il 3 marzo alla Paris Cookbook Fair "Sovversivi del gusto 2" è stato proclamato "Gourmand Best in the World" come miglior libro fotografico enogastronomico del mondo. Ecco il diario di bordo di questa avventura...
Michele, cominciamo dal principio...
«Il primo libro doveva essere pronto per Natale: era possibile solo andando a trovare i Sovversivi e pubblicando racconto e foto su blog, ogni sera. Un massacro, tutto il giorno in giro tra mucche e filari e la sera a scrivere... una volta finito ero contento, ma bastava. Poi ecco altri Sovversivi del Gusto, una nuova edizione... mi ha convinto Marco, a farla, stavolta nei tempi giusti. I Sovversivi sono persone interessanti, avere a che fare con la terra dà loro autenticità. Come me, sono diffidenti verso tutte le forme di certificazione, ma stanno attenti che quello che dicono corrisponda al loro livello produttivo. Una comunità, dove devi essere credibile. Intanto maturava la mia dissociazione dallo scriver di cibo, il sentirmi chiuso in un mondo troppo definito. Ho cominciato nel 1993, da giornalista, con un articolo sull'olio e sembrava una cosa poco seria, dieci anni dopo la situazione si era ribaltata, non c'era pagina dove non si parlasse della "mora romagnola", e tutto un circuito... "Il Gambero Nero" ha segnato per me l'uscita da tutto questo.»
Ci racconti del 3 marzo?
«Il "Cookbook Award" è una cosa seria, sai se l'hai vinto solo durante la premiazione. Ma quasi non volevo andare a Parigi, avevo un sacco da fare... sono partito senza nemmeno una giacca, in treno, con i miei figli, Marco e la mia agente letteraria, Carla Casazza. Entriamo alle Folies Bergeres... e c'era il mondo. Siamo finiti in fondo, e quando sullo schermo è venuta fuori la nostra foto abbiamo cominciato a scavalcare le sedie siamo saliti sul palco, senza esserci preparati nemmeno un discorso. Non me l'aspettavo, sono rimasto lì come quando ti dichiari alla più bella della classe e lei, a sorpresa, dice sì... Il giorno dopo Marco era a lavorare in giro per Parigi, Carla a tessere rapporti con gli editori esteri, io a fare il turista con i miei figli... sono contento, davvero, ma penso che la vita sia la stessa di prima.»
Progetti?
«Tanti incontri, dalla scuola di scrittura alle presentazioni a Saragozza e a Ferrara, dove un gruppo di badanti ucraine ha organizzato per me "Vite in transito". E tanti libri, chiudere un ciclo mi ha portato a "svuotare" gli armadi... tra le numerose prossime pubblicazioni, uscirà il mio "testamento gastronomico" per una piccola casa editrice di Ventotene, "L'ultima spiaggia", che nasce dall'unica, frequentatissima libreria dell'isola. Dovevo raccontare la storia dei sapori di Ventotene ma, una volta lì, mi sono accorto che non ce n'è più neanche uno... tutto arriva dal supermercato. Volevo restituire l'anticipo all'editore/libraio, Fabio Masi. "Racconta la storia così com'è", mi ha risposto.»
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