Il turismo non una mucca da mungere

RIMINI - Notizie primo piano - mer 23 mar 2011
di Mara D'Angeli

La riviera soffrirà ancora sul mercato interno, meglio con gli stranieri
Melucci: "Tassa di soggiorno, gravissimo errore culturale"

Il 2011 si presenta per la riviera romagnola come un anno complicato. La crisi economica, ben lontana dall'essere risolta, peserà ancora per diverso tempo sull'andamento turistico. Ne è convinto l'assessore regionale al turismo Maurizio Melucci: "Lo scorso anno si è concluso discretamente, con valori positivi per quanto riguarda gli arrivi, un po' meno per le presenze. Risultati buoni sì, ma ottenuti per lo più grazie a pacchetti turistici particolarmente accattivanti. E infatti i fatturati anche nel 2010 hanno risentito di un calo". Il problema sul mercato interno, spiega Melucci, c'è e continuerà ad esserci. Perchè il reddito delle famiglie italiane si è abbassato vertiginosamente. Quando pagare l'affitto e fare la spesa diventa una corsa ad ostacoli, il pensiero di una settimana di vacanza sparisce da ogni fantasia.
"In questo quadro - continua Melucci - la tassa è un errore gravissimo. Di carattere culturale ancor prima che economico. Perché si pensa sempre al turismo come a una mucca da mungere". Molti sindaci italiani, secondo Melucci, cadono in errore dando per scontate le affluenze turistiche nelle loro città e, piuttosto che mettere le mani in tasca ai propri cittadini, pensano a quelle dei turisti, convinti che non ci sarà nulla a stancarli, meno che meno una tassa di soggiorno. Ragionamento comprensibile, spiega l'Assessore, ma non in un'ottica di competitività, già compromessa a livello europeo da un'IVA troppo alta rispetto ai concorrenti.
Come se non bastasse, la normativa Bolkestein nell'arco di quattro anni minaccia di sconvolgere anche le spiagge riminesi. Le concessioni a lungo termine dei bagnini sono a rischio. Perdere la professionalità, gli investimenti e la cultura conquistati con il sudore di chi queste spiagge "le ha fatte con le proprie mani" è una prospettiva che al sangue romagnolo piace davvero poco. "Perderemmo quel sistema misto che di più tipico c'è sulla nostra riviera, in favore di una monopolizzazione dei servizi e della fruizione delle spiagge - ammette l'assessore con rammarico - la Regione sta lavorando assieme al Governo a una legge quadro nazionale e a successive norme regionali che valorizzino e non disperdano le professionalità". Ma uscire dalla Bolkestein, spiega Melucci, sarà molto difficile.
A fronte di una difficoltà interna la provincia di Rimini prova a volgere così lo sguardo verso i mercati internazionali. Oltre al consolidato movimento tedesco, gli ultimi bilanci mostrano un forte incremento di quello russo. "L'est europeo - conferma l'assessore - è l'esempio di come possiamo essere competitivi all'estero. Oltre ad essere apprezzata come località e per il rapporto qualità/prezzo, il territorio riminese rappresenta un'ottima piattaforma logistica da cui partire per visitare anche altre città d'Italia". Guardare oltre la staccionata è quindi la parola d'ordine per le future proposte turistiche. I prossimi obiettivi in questa chiave, annuncia Melucci, saranno l'India e la Cina.

 

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