Quella notte a Rimini nacque un po' di Italia

Rimini - Notizie Borgo Marina - mer 09 mar 2011
di Stefano Cicchetti

Fra le tante celebrazioni anche quella del 25 marzo
La battaglia delle Celle del 1831 dimostrò che anche l'Austria poteva essere battuta

Sono tante le iniziative - di cui diamo conto nelle pagine della cultura - che Rimini dedica al 150° anniversario dell'Unità d'Italia e che dureranno almeno fino alla fine dell'anno.
Fra esse, il 12 marzo il Rotary Club Rimini Riviera organizza la tavola rotonda "Rimini 1861. La città in quei giorni" con la presentazione di un facsimile di giornale dell'epoca (Sala degli Archi ore 17.30).
Il 25 marzo si svolgeranno poi le celebrazioni della Battaglia delle Celle del 1831: alle ore 16 la deposizione corone di alloro ai monumenti commemorativi della Battaglia che si trovano in via XXIII settembre, nei pressi del supermercato Coop. Alle ore 16.45 (Sala del quartiere 5, via XXIII settembre, palazzo I portici), a parlare della battaglia e del Risorgimento sarà il prof. Angelo Turchini, Direttore dell'Istituto per la Storia della Resistenza e dell'Italia Contemporanea della provincia di Rimini. Alle 17.15 la presentazione del volume Storia dei fatti che provocarono l'Unità d'Italia, Editore Bruno Ghigi, a cura di Giancarlo e Marco Renzi. Dal 26 marzo al 31 dicembre sarà aperta la mostra "Una notte di Rimini nel 1831", con autografi, edizioni e cimeli, con Annullo Filatelico (Libreria Risorgimento di Luisè Editore, ore 14-19). Il 27 marzo, "Una melodia per l'Italia Unita nel suo 150° Anniversario", concerto per la cittadinanza al teatro Novelli (ore 17).
Ma perché la battaglia delle Celle merita tanto di essere ricordata? Perché mai prima di quel 25 marzo del 1831 le truppe dell'impero asburgico, il più grande e il più antico d'Europa, erano dovuti arretrare di fronte a soldati che si definivano "italiani". E i patrioti erano 1500, contro 5mila austriaci.
Un evento che fece scalpore in tutta Europa soprattutto grazie al 26enne Giuseppe Mazzini, esule in Francia, che lo narrò nella sua prima opera politica: "Una notte di Rimini nel 1831". Mazzini ne traeva la dimostrazione che perfino l'impero asburgico poteva essere affrontato e battuto, che i ducati e lo stesso stato pontificio potevano crollare per un nonnulla, mentre era chiaro che gli italiani dovevano contare solo su se stessi per liberarsi dallo straniero e dai vecchi regimi, senza dover aspettare l'intervento delle potenze.
L'incipit dell'opera è iscritto nella lapide posta dai Riminesi in via Saffi nel 2005, in occasione del bicentenario mazziniano.

 

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