Andate in pace, a fare la spesa

RIMINI - Notizie satira - mer 09 mar 2011
di Lia Celi

Dove andremo a finire?
Come trovare Dio anche al supermercato

Qualche settimana fa un cartello all'ingresso della chiesa dei Paolotti avvertiva i fedeli che la funzione delle 7.30 sarebbe stata sospesa. Nello stesso periodo il Conad di via Serpieri annunciava alla spettabile clientela che l'orario d'apertura veniva anticipato alle 7.30. Ce ne sarebbe abbastanza per un fervorino moralistico-gozzaniano sul trionfo del materialismo e del consumismo sullo spirito religioso.
Addio, tenere vecchiette nerovestite acquattate sulle panche a biascicare salmi responsoriali, nella mistica penombra senza tempo, tra sentori di incenso e di gladioli avvizziti, mentre fuori ferve il profano e insonnolito trantran delle sette e mezza! O empi, che disertate le navate per affollare le corsie dei supermercati! Invece di presentarvi di buon mattino alla casa di Dio per rifornirvi di pane degli angeli (in senso dantesco, non di lievito per dolci), voi uomini moderni (e segnatamente donne) preferite correre al Conad per accaparrarvi l'alberghiero di Fellini o il toscano di Cocciolo, prima di andare a inseguire vane chimere di carriera o ricchezza. Ussignùr, che tempi, dove andremo a finire, abbiamo perso i valori, ecc.
Da notare che a scrivere questo tipo di pistolotti sono perlopiù sessantenni scettici che non vanno in chiesa dal giorno del matrimonio (il primo, in genere) e non hanno nemmeno bisogno di frequentare il supermercato perché c'è chi lo fa per loro. D'altronde non è detto che la messa delle 7.30 ai Paolotti sia stata cancellata a causa della scarsa affluenza di fedeli - anche se è plausibile: a poco a poco, le tenere vecchiette di cui sopra se ne vanno in Paradiso, ad occupare le nuvolette che hanno prenotato con largo anticipo ed effusione di preghiere nel tempio di piazza Tre Martiri. Magari è il sacerdote che non riesce ad arrivarci in tempo perché alle sette deve celebrare in un'altra chiesa riminese, che a quell'ora invece è piena come un uovo. E poi se, come diceva il vecchio catechismo, "Dio è in cielo, in terra e in ogni luogo", di sicuro alle sette e mezza trovi al supermercato anche lui. Lo riconosci negli occhi della cassiera gentile, nelle mani dell'operaio che si compra il panino, nelle voci allegre delle badanti che comprano candeggina e pannoloni. E dagli scaffali ancora intonsi vedi traboccare i Suoi beni (il bendiddìo, appunto), e ringrazi per poterne ancora godere, anche se la crisi morde il portafoglio, e preghi di poterlo fare il più a lungo possibile.
Se poi all'uscita del supermercato allunghi un euro all'ambulante in difficoltà o al vecchino col cappello teso, alle otto del mattino le tue lodi metropolitane mattutine terminano nel modo migliore. E puoi andare in pace.
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