Un censimento di patrioti e luoghi della memoria del nostro territorio
Risorgon le pagine!
Lo raccontano tre libri appena usciti
"Une nuit de Rimini en 1831", il libello di Giuseppe Mazzini che invitava gli italiani a far da sé per liberarsi dagli oppressori italiani e stranieri, sancisce il ruolo della nostra città come "capitale del Risorgimento", che un drappello di libri in uscita esplora in maniera nuova. "Rimini 2011", numero unico ideato appositamente dall'editore antiquario Giovanni Luisè, presidente dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato di Rimini, cui hanno collaborato 23 studiosi e appassionati della storia risorgimentale, propone 204 pagine di grande formato, ricche di illustrazioni e riproduzioni di documenti dell'epoca. La prima parte, "Non solo celebrazione", è un vasto affresco che va dalle date "fatidiche" del Risorgimento a Rimini, come il proclama di Murat (1815) o la battaglia delle Celle (1831), alle figure storiche che lo animarono, come Enrico Serpieri, all'analisi di aspetti come l'arte e la musica del tempo, con saggi di storia sociale ed economica ed excursus sulle vicende risorgimentali in Valmarecchia. La seconda parte, "Questa memoria posero", per la prima volta fa un censimento pressoché completo delle "Lapidi, Monumenti e Ricordi del Risorgimento italiano nella Provincia di Rimini (1797-1918)", da Bellaria a Verucchio. A completare l'approfondito lavoro, una grande carta topografica inedita con l'indicazione dei luoghi citati. Dopo la première del 17 marzo a Rimini, il volume sarà presentato a San Leo, culla dei "Cacciatori del Montefeltro", il primo maggio. Appena uscito da Panozzo, "I riminesi nel Risorgimento" di Giancarlo Parma offre un censimento minuzioso dei patrioti locali, che parte dal moto di pietas dell'autore dinanzi alle targhe stradali dedicate loro, ormai incomprensibili ai più, per restituire a quei nomi oscuri i volti, le voci, le storie e microstorie dei tanti protagonisti del nostro Risorgimento. Dai più noti, come Raffaele Tosi, a quelli di cui l'autore ha potuto recuperare poche righe testimoniali. Tra loro, in ordine rigorosamente alfabetico, sfilano giovani nobili e sartori, studenti, tintori e cappellai: una tranche di diversa umanità accomunata dalla passione per la libertà. Della toponomastica a tema risorgimentale il "Dizionario dei Patrioti riminesi" del libro di Parma fa ampia illustrazione, quasi una Spoon River incastonata in una scorrevole e accurata disamina del periodo storico, che parte dall'ambiente socioeconomico del tempo, e arriva sino al 1874, coi fatti di Villa Ruffi. Raccontando episodi canonici come la rivoluzione del 23 sett. 1845, che D'Azeglio narrò in "Gli ultimi casi di Romagna", insieme a una miriade di avvenimenti ingiustamente ignorati e tracciando anche un "Dizionario dei militari napoleonici del riminese", per ricordare i "nostri" tra quei combattenti italiani che, secondo le parole del colonnello Bourtourlin "sostennero gli assalti impetuosi dei russi con bravura e costanza ammirevoli." Da Bruno Ghigi editore infine, viene la proposta di "Storia dei fatti che provocarono l'Unità d'Italia", una raccolta di documenti e immagini sulla storia dei moti insurrezionali e delle guerre risorgimentali regione per regione.
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