RAVENNA Rachele e i fiori del male
RIMINI - Notizie Musica e cinema - mar 26 ago 2008
di Gianmarco Pari
[{Intervista alla tastierista e voce dei Baustelle}
In concerto a Ravenna il 12 settembre]
È una piacevole abitudine per noi e ormai una scaramanzia per loro: quando i Baustelle passano dalle nostre parti non perdiamo l’occasione di incontrare il gruppo di Montepulciano che da realtà conosciuta a pochi affezionati è diventato il nome di punta del rock italiano.
Dopo le chiacchierate con Francesco Bianconi, portavoce e leader filosofico del gruppo, questa volta ci tuffiamo nei pensieri (e negli occhi!) di Rachele Bastreghi, lato femminile dei Baustelle ed ultima femme fatale della musica italiana. È lei a raccontarci il felice momento del gruppo toscano: “Amen” uscito lo scorso febbraio ha scalato le classifiche dove si è posizionato quarto e attualmente il gruppo ha pubblicato il singolo “Baudelaire”.
{Con l’album “Amen” avete sfondato le ultime barriere di quel successo cominciato nel 2005 con “La Malavita”: ti aspettavi addirittura l’ingresso ai primi posti della classifica e tutti questi sold out ai concerti?}
“L’entrata in classifica ha stupito felicemente tutti. Credevo e credo ancora nelle potenzialità di questo disco: è il lavoro che più mi rappresenta, in cui ho dato il mio contributo maggiore e in cui sento una crescita importante che riguarda tutti e tre i componenti del gruppo. Vedere poi tutte quelle persone che ci seguono ai concerti e cantano le canzoni è ovviamente una soddisfazione grandissima, la ciliegina sulla torta”.
{Come vivi tutta questa attenzione verso i Baustelle? Non si rischia di bruciarvi?}
“Io la vivo bene, nonostante il mio carattere un po’ instabile che a volte mi dà stress e mi fa sognare la solitudine, ma il sintomo dura poco! Ciò che provo quando faccio musica e ciò che ricevo dalle persone che ci seguono sono un incentivo fortissimo a non lasciarmi andare e a mettercela sempre tutta. Siamo persone adulte ormai e con la testa sulle spalle (chi più chi meno!), abbiamo lavorato molto e siamo soddisfatti e felici, ma non pensiamo di essere arrivati e tanto meno di essere bruciati!”
{Dopo alcune variazioni vi siete stabilizzati in una formazione a tre: è quella che esalta meglio le vostre doti? O forse quella più facile da gestire?}
“In dieci anni abbiamo avuto tanti cambiamenti, ma credo sia una cosa normale. E’ un po’ come in una storia d’amore: si cresce insieme all’altra persona, si cambia e non sempre le direzioni che si prendono sono le stesse. Quindi, per quanto dolorose, sono scelte necessarie. E’ la vita. Siamo rimasti in tre del nucleo storico e abbiamo deciso che è il numero perfetto, ci troviamo bene, ci sentiamo uniti più che mai. Forse è anche più facile da gestire, ma questo non era stato programmato a tavolino”.
{Sei in qualche modo un personaggio unico nel panorama musicale italiano, come vedi te stessa?}
“Oddio! Sono sempre molto critica con me stessa, mi fa piacere la tua considerazione, ma lascio che siano gli altri a parlare di me.”
{Dopo tanti concerti, anche sui palchi dei grandi festival, ti definisci ancora una persona timida?}
“La timidezza c’è sempre, fa parte di me, ma è più controllata, l’esperienza aiuta a gestire certi stati d’animo e a trasformare in forza le paure”.
{Qual è la canzone che ti emoziona maggiormente cantare?}
“Ce ne sono tante, in realtà tutte…comunque ‘L’Aeroplano’ mi emoziona particolarmente.”
{Tornerai mai a rasarti i capelli come qualche anno fa?}
“Ci sto già pensando, ma forse non ho più il coraggio di una volta!”
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