Serate indimenticabili

Rimini - Notizie Centro Storico - mer 23 feb 2011

Centro Storico
Quando us cùreva e us zughèva

Le serate passate di fronte alla televisione sono diventate sempre più insopportabili, per via anche della pubblicità interminabile che disturba le trasmissioni. E allora mi chiedo se sia possibile fare a meno della televisione a trascorrere meglio il proprio tempo.
Ricordo da bambino, quando la sera d'inverno a casa con i nonni, si ascoltava la radio: non mancavano i disturbi ma tutto sommato si sentiva abbastanza bene e così tutta la famiglia si metteva intorno all'apparecchio radiofonico per ascoltare i vari programmi. Intanto si parlava tra di noi, i nonni giocavano a carte con i loro amici, a volte la nonna cuciva o ricamava bei vestiti o faceva ai ferri maglioni di lana. A me invece piaceva leggere libri, magari inerenti la storia di Rimini o di qualche personaggio della città.
Altre sere andavo col nonno all'Osteria Pròssia dove c'era la televisione: peccato che dal chiasso che faceva la gente non si riusciva a sentire nulla. Proprio dalla Pròssia mi ricordo di avere visto l'elezione di Papa Giovanni XXIII "e Pepa bon us gèva", diversi Festival di Sanremo, molti fatti di cronaca e avvenimenti mondani. I clienti della Pròssia a tavola bevevano litri di vino mentre giocavano per ore a carte e l'oste diceva spesso "a faz fadiga a fè bastè al damigèni". Noi bamibini invece venivamo cicchettati e allontanati con la frase "andè de prèt clè mei!". Davvero belle serate!
D'estate invece cambiava tutto: la gente si metteva slà scàràna fòra da chesà, i nonni conversavano con i vicini di casa, alcuni facevano dei lavoretti come cucire, cucinare o tagliare la legna. Nelle sere più calde andavamo alla gelateria "La Romana" a mangiare il gelato e ci si sedeva al fresco dei giardini "Ferrari", così finalmente noi bambini us cùreva e us zughèva.
Ricordo che Tino a 14 anni, dopo aver terminato la scuola dell'obbligo andava a lavorare da un pescatore vicino alla Madonna della Scala la Madunèina di marinèr, e aveva già la mùrosa, una burdlàaza di 13 anni. Anche lui d'estate veniva con la sua ragazza e i genitori di lei e parlava con gli adulti di politica, di economia e di crisi, fiero di far parte del mondo del lavoro, mentre un anno prima giocava con noi bambini che commentavamo la scena pensando nun finèm come lò, non certo io cà so acòra zòvne!!!
Claudio Cupi

 

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