Sospesi al Psc
l lungo percorso del nuovo strumento urbanistico
Dopo la variante si attendono i pareri degli enti interessati
PSC, siamo nella fase dell'attesa. Le modifiche sono al momento al vaglio dei soggetti interessati, come per esempio la Provincia, i Comuni limitrofi, Arpa e Usl. I tecnici del Comune parlano di tempi di attesa dimezzati rispetto a un procedimento ordinario. Sono stati richiesti i pareri da circa un mese e per legge ci sono 60 giorni per l'acquisizione, dunque tra non molto ci siamo. Una volta approvata la variante il Comune avrà in mano gli strumenti operativi per mettere in pratica, sul territorio, quanto deciso con il Piano Operativo. Cos'è il Piano Operativo? È il programma con cui l'Amministrazione porterà avanti le opere pubbliche per i prossimi 5 anni. E' stato fin'ora un parto difficile, perché secondo la Provincia il Comune non ha rispettato integralmente il Piano Provinciale, dunque si è subito profilata una strada differente da quanto sperato: la messa a punto di una variante. Si tratta di ambiti di tutela cui era previsto il Comune di Santarcangelo si adeguasse integralmente. Un vizio di forma secondo il Comune, che ha immediatamente preso in mano e rielaborato secondo le direttive provinciali.
Una strada lunga, quella del PSC, ma non si può dire che non sia stata solitaria, anzi fin dall'inizio si è puntato sulla partecipazione. Partendo nel 2007 con i Forum di Agenda 21 e i primi confronti con i cittadini, per delineare la città dei successivi 20 anni. Il 23 luglio 2010, dopo tre anni di lavori, il Consiglio comunale aveva approvato il PSC, ovvero il nuovo strumento che manda in soffitta il vecchio Piano Regolatore. Due serate di accesi dibattiti e ben 345 osservazioni, con un'opposizione da subito titubante sull'intero documento, oltre alle riserve espresse dalla Provincia di Rimini. Arriviamo al 3 novembre 2010, momento in cui in Consiglio si rende noto che si è scelta la strada della variante al Piano strutturale perché non subentrassero conflitti tra le due istituzioni. A quel punto il capogruppo Pdl Macrelli chiedeva spiegazioni in merito all'avvenuta approvazione malgrado le riserve, mentre l'Assessore Fiori ribadiva che quelle riserve avrebbero prodotto una variante da ritenersi non-sostanziale. Da quella seduta emergeva un fitto carteggio fra Morri e Vitali, dove si evinceva una concertazione di quanto fino ad allora fatto. 30 dicembre 2010: il Comune recepisce formalmente le riserve e mette a punto uno schema di variante, inoltrato a tutti i soggetti interessati. Questi ultimi stanno valutando quanto ricevuto per poi dare il loro parere in merito.
Ma la variante cosa deve variare? Si tratta di ambiti di tutela fluviale e di ricariche della falda:: quasi il 10% dell'intero territorio comunale. La prospettiva di sfruttamento delle aree adiacenti alle zone fluviali a scopo residenziale è quello che di più ha fatto discutere, con la maggioranza che ha sofferto la defezione temporanea di alcuni suoi esponenti.
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