Ieri al family day, oggi al mutanda party

RIMINI - Notizie satira - mer 23 feb 2011
di Nando Piccari

A quando il bunga bunga pride?
Mentre Massimo Conti rifila a La Voce una patacata felliniana

La perversa miscela di ansie confindustriali e cialtroneria leghista non è dunque riuscita ad imporre la vergognosa "festa non festa" del 150° dell'Unità d'Italia. E sì che al grufolante "bisogna lahurà!" di Calderoli aveva fatto eco la stitichezza intellettuale dello stoccafisso parlante che funge da ministra dell'Istruzione, per la quale il modo migliore di onorare 17 marzo sarebbe stato far finta di niente. Solo il soldatino di latta La Russa aveva tentato un'obiezione; ma timida, poiché di fronte alla protervia della Lega, da galletto è costretto a farsi cappone ed a contenere gli istinti, compreso quello di menare: di qui il "picchiatore in pillole" che abbiamo visto scalciare stizzosamente il giornalista di Anno Zero al "mutanda party" di Giuliano Ferrara, il quale è così passato dalla "difesa della vita" a quella di chi si trastulla con le "donne di vita". Gli anatemi contro "i bacchettoni" lanciati al "Bunga Bunga Pride" dai labbroni a camera d'aria di comare Santanché ricordano - mutatis mutandis, è il caso di dire - la barzelletta del leghista accusato di razzismo: "Razzista io? Son loro che son negri!" Ovvero: "Puttaniere Lui? Siete voi che siete moralisti!" «Queste donne scese in piazza mi disgustano, sono deboli, senza spessore valoriale», aggiunge in loco la Consigliera Provinciale del Pdl Mascioni: che confonda i valori con i bonifici? 

Però Berlusconi un'attenuante ce l'ha: Mubarak aveva davvero fatto credere di essere lo zio di Ruby. Vi è mai capitato d'incontrare uno che vi dica, compiaciuto: "Conosco suo cugino Ugo. Che brava persona!" Voi non avete un cugino Ugo, ma per non deluderlo rispondete: "Ah sì? Me lo saluti tanto!" Così per Berlusconi: "Che birichina tua nipote, caro Mu! Io le do qualche soldino per pagarsi gli studi di lap dance, ma lei me ne combina di tutti i colori." L'egizio non sa di chi parli ma non vede l'ora che Lui si tolga, per cui si limita ad un "Va be', son ragazze..."
P.S. Mi chiedo come possa la godereccia ironia di Franco Fregni convivere col suo ruolo di Direttore de La Voce, le cui pagine di commenti (tolte le briose "prove di copione" di Sacchini, le gustose rimembranze di Bonizzato, le etilo-farneticazioni di Farrel) formano un continuum di tetre mattonate, pesanti come l'attitudine degli autori a prendersi sul serio. L'ultima "provocazione hard" di Fregni è «Facciamo Nicole Minetti sindaco di Rimini»; una proposta che lui vede addirittura figlia della «suprema pataccata» a suo tempo «pensata da Fellini», che «aveva ideato la coreografia per un'eventuale grande festa in suo onore all'epoca del sindaco Massimo Conti», in cui chiedeva vi fosse «l'entrata in porto di una grande barca con uno spinnaker bianco con su scritto "viva la gnocca"». Spiacente, caro Fregni, ma la patacata (a Rimini ha una "c" sola) è quella in cui sei caduto tu. Devi infatti sapere che quella che Conti ti ha venduto per una richiesta fatta a lui, fu in realtà la gag di cui si rese protagonista Fellini in un incontro dei primi anni '60 con il Sindaco Walter Ceccaroni; il quale, nel ventennio precedente la fortuita ascesa di Conti a Palazzo Garampi, ebbe a raccontarla più volte. Ma come, frequenti da anni quel simpatico zuzzurellone di Massimo e ancora non hai imparato a conoscerlo?

 

commenti

Chiamamicittà - via Bonsi, 45 - - 0541 780332 - Fax 0541 784170 - info@chiamamicitta.net
Codice Fiscale-P.IVA 02 410 730 408 - Reg. Imprese Rimini n° 02 410 730 408 Capitale Sociale euro 35.000,00 i.v.
Copyright ©2013  - č