RIMINI Perfino il dialetto suona famigliare

RIMINI - Notizie Storia Borgo S. Giuliano - mar 26 ago 2008
di Stefano Cicchetti
Il culto di Sant’Eufemia, legato all’importante concilio di Calcedonia, si diffuse in tutto il mondo cristiano. Non poteva mancare dunque a Rimini, dove le era dedicato un monastero femminile. Sorgeva nell’attuale piazzale Gramsci fino alla soppressione nel 1805. Divenne poi la caserma Castelfidardo, distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Ma c’è altro che ci suona famigliare. Per esempio quella “S. Catareîna”, che si direbbe tratta direttamente dal nostro dialetto. La formazione del dittongo, cioè il passare delle vocali “toniche” da una a due, è infatti una caratteristica comune sia ai dialetti di origine celtica come il romagnolo, che all’istriota, un linguaggio tipico proprio di Rovigno. Lingua antichissima e distinta sia dall’istro-veneto che dal friulano, tanto che si ritiene esistesse prima del diffondersi delle influenze venete e slave (dal IX-X secolo in poi) ed oggi considerata dall’Unesco fra quelle a serio rischio di estinzione, essendo parlata da non più di 2 mila persone in Istria e da altrettanti profughi fuggiti dopo l’ultima guerra e sparsi in Italia; soprattutto a Trieste, ma anche a Fertilia e Maristella, in Sardegna, dove le comunità istriane sono rimaste compatte.

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