Cosė si č risolta la vicenda della R.P. Grassi

TORRE PEDRERA - Notizie attualità - mer 09 feb 2011
di Beatrice Piva

C'è da spostare una conceria
Lucilla Frisoni: "Niente più cattivi odori e salvaguardata l'occupazione"

Il territorio di Rimini Nord, è stato sotto i riflettori per diversi anni con il caso della conceria "nauseabonda" R.P Grassi. Dopo più di dieci anni di rimpalli e non decisioni, tre esposti alla Procura e decine di segnalazioni all'Arpa, la scomoda vicenda legata all'industria e allo spargimento nell'aria dei suoi scomodi "olezzi" si è conclusa l'anno scorso A premiare la costanza dimostrata in questi anni dai soggetti che si sono susseguiti nel sostenere la chiusura dell'attività: primi fra tutti i cittadini e i diversi operatori turistici e commerciali. Ma come si è dipanata la vicenda? Lo spiega il consigliere provinciale Lucilla Frisoni (Pd), in prima linea per la soluzione del problema:
Lucilla Frisoni, può riassumere la storia della conceria R.P Grassi e in che modo si è risolta la disputa?
"La ditta R.P. Grassi, con sede ed unità operativa in S. Giustina di Rimini, a poca distanza dalla via Tolemaide, venne fondata nel 1960 e fino a dicembre 2010 svolgeva, tra le altre, attività di recupero e lavorazione di carcasse e residui animali, finalizzati alla produzione di mangimi semplici, quali grasso e farina di carne. Tale attività era soggetta all'Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dal competente Dirigente del Servizio Politiche Ambientali della Provincia di Rimini. Nel corso degli anni è emersa una sempre crescente difficoltà dell'azienda a rapportarsi con il territorio e con i diversi insediamenti commerciali e residenziali sorti nel circondario. Questa difficoltà, unita alle richieste della Provincia di adeguamento delle strutture secondo il metodo BAT - Best Available Technology, -ha portato alla decisione di trasferire altrove l'attività".
E poi?
"Nel corso del 2010 la R. P. Grassi ha fatto pervenire alla Provincia il piano di dismissione che prevedeva la cessazione dell'attività soggetta ad AIA entro il 31 dicembre 2010. Si prevede inoltre entro il 2012 lo smantellamento degli impianti ed il conseguente trasferimento dell'attività nel sito adiacente ad altro stabilimento di proprietà già in funzione a San Mauro. La ditta continuerà quindi ad operare in loco con le attività di deposito, transito e stoccaggio di oli vegetali esausti".
Ma perdere un'attività produttiva non è un danno?
"L'attività di recupero e lavorazione di carcasse animali, pur rappresentando un importante servizio per la comunità, peraltro costantemente monitorato da ARPA e AUSL, aveva un impatto negativo sul territorio circostante e coinvolgeva sia gli insediamenti residenziali, sia le attività economico-turistiche. La cessazione dell'attività costituisce quindi un deciso miglioramento delle condizioni del territorio".
E i lavoratori?
"La chiusura di un'attività economica rischia di avere sempre conseguenze negative sul piano economico-sociale che, soprattutto in periodi di crisi come quello attuale, devono essere evitate. Nel caso della R.P. Grassi la chiusura dell'attività si è realizzata salvaguardando i livelli occupazionali e quindi, a quanto risulta, senza conseguenze dal punto di vista economico-sociale".

 

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