La lotteria dei Flussi 2011

RIMINI - Notizie attualità - mer 09 feb 2011
di Agron Ceka

Ancora qualche speranza per chi è rimasto fuori
Alcuni Paesi non hanno usufruito delle quote che andranno ridistribuite

Nel primo giorno del Click Day sono state spedite circa 300 mila domande, mentre le quote a disposizione sono solo 52.080! In pratica, una lotteria. Qualche cifra: per il lavoro domestico (colf e badanti) sono state presentate 215 mila richieste e circa 88 mila per lavoro subordinato. Per operai del Bangladesh, sono state fatte 49.090 domande, contro 2.400 quote a disposizione, Marocco 45.841 contro 4.500, India 37.888 contro 1.800, Egitto 23.640 contro 8.000, Sri Lanka 23.604 contro 3.500, Pakistan 22.939 contro 1.000, Filippine 21.815 contro 4.000, Ucraina 16.075 contro 1.800, Tunisia 9.584 contro 4.000, Albania 9.505 contro 4.500, Moldavia 9.667 contro 5.200, ecc.
Si può considerare di successo, invece, la modalità tecnica e la velocità di invio delle domande, in quanto, nel primo minuto dall'orario utile di invio (31/01/2011 ore 8), il sistema del Ministero ha acquisito circa 100 mila richieste. C'è da far notare anche il fatto che alcuni paesi con dei posti riservati, finora, non hanno esaurito le loro quote a disposizione, quindi, le quote rimanenti, andranno ridistribuite per le altre nazionalità. Ad esempio, per il Niger erano 1.000 quote disponibili, mentre le domande fatte sono solo 76 oppure Gambia 120 domande, contro 1.000 posti disponibili.
Le domande si potranno presentare comunque entro 31 giugno 2011.

Edilizia in sofferenza
La crisi degli imprenditori immigrati
I pagamenti dei subappaltanti ritardano o non arrivano affatto

Sono molti gli immigrati, che, per vari motivi, si sono costituiti in proprio. Spesso non hanno degli operai assunti, quindi sono delle imprese individuali e senza un fatturato alto. Le difficoltà che stanno scontrando ultimamente, sono i ritardi o i mancati pagamenti. Gli stessi problemi che devono affrontare i piccoli imprenditori italiani. Gli immigrati però, di solito hanno margini ancora minori, i più non possiedono casa e devono pagare l'affitto, non hanno una rete familiare che li possa sostenere. Normalmente, le imprese degli immigrati ottengono il lavoro in subappalto da altre imprese più grosse. Che si giustificano con la crisi... scaricandola su altri. Cioè il piccolo imprenditore con il quale pur ha sottoscritto un contratto. Ma per far rispettare un contratto bisogna andare in tribunale. E con i tempi e i costi che corrono, la via giudiziaria diventa il più costoso degli optional.

 

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