Ruby e Nicole, le ultime intercettazioni
Esclusivo!
"Appuntamento a Rimini, amò"
Passata la bufera, la cosa strana non è che Rimini si sia divisa sulla recente comparsata di Ruby Rubacuori alla discoteca Paradiso. La cosa strana è il genuino stupore con cui i giornali nazionali hanno ripreso la notizia. Come dire: insomma, lì a Rimini è bunga-bunga 365 giorni all'anno, e hanno il coraggio di fare gli schizzinosi? Nel resto d'Italia, probabilmente, si pensa che la patria del Puttan Tour, come minimo, avrebbe dovuto offrire a Ruby la cittadinanza onoraria, con le chiavi della città consegnate nelle sue manine dal sindaco in persona (certo che così Ravaioli avrebbe chiuso in bellezza il suo secondo mandato). Vabbè, forse Rimini non merita più la fama di Bengodi (o Bungodi) dell'Adriatico che le si attribuisce ancora nel resto d'Italia, ma via, perché stupirsi tanto se la signorina El Mahroug ha deciso di iniziare proprio dalla città malatestiana la tournée che, si immagina, la porterà in tutta Italia? In fondo il suo vero nome è Karima, e da Karima a Carim il passo è breve.
Ma la verità è molto più semplice, e, com'era prevedibile, coinvolge la nostra concittadina Nicole Minetti. Pubblichiamo in esclusiva un'intercettazione realizzata nella famigerata «notte degli imbrogli» tra il 27 e il 28 maggio 2010, quando l'igienista più famosa d'Italia prese in consegna dalla Questura di Milano la giovane Ruby, e poco dopo averla riaccompagnata a casa le telefonò per un ultimo saluto. Ecco il dialogo, al netto delle parolacce: «Ciao amò, sono Nicole. Quando le acque si saranno calmate devi venire a trovarmi a Rimini. Mica ci sono solo le discoteche, sai. C'è anche il ponte di Tiberio.» «Chi è Tiberio?» «Un imperatore.» «Imprenditore?» «No, imperatore. Aveva un impero.» «Cioè, era un imprenditore molto molto grosso. E cosa faceva?» «Organizzava feste favolose nella sua villa. Gli piaceva fare il bagno in piscina insieme a ragazzine minorenni.» «Uau, tutti uguali 'sti miliardari! E Tiberio si tuffava da quel ponte di Rimini?» «Ma no, amò, che dici. Fra l'altro il ponte l'ha completato Caligola.» «La moglie di Tiberio?». «Ma no, un altro imperatore, quello che nominò senatore il suo cavallo.» «Be', si capisce, era un maschio. Se era una cavalla, l'avrebbe nominata ministro. E poi cos'altro c'è di famoso a Rimini?» «Be', l'arco d'Augusto.» «Un altro che faceva i toga-party con ragazze e cavalli?» «No, amò, tutto il contrario, Augusto era uno serissimo.» «Poi è andato a dirigere il Tg1 ed è cambiato.» «Il Tg1? Ehi, mica stavo parlando di Augusto Minzolini! Intendevo Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto.» «Ah, bè, allora ho capito. Era Gaio, non c'è da stupirsi se non gli piaceva la gnocca. Ma Nicole, dove hai imparato tutte queste storie di imprenditori?» «Ho letto Svetonio, amò». «Un giornalista del Fatto?» «Ma no, uno scrittore latino, l'ho studiato da ragazza, quando frequentavo il Giulio Cesare.» «Era uno di Milano?» «Eh?» «Be', hai detto "il Giulio Cesare". Credevo che fosse un imprenditore milanese. Come il Silvio.» «Che idea! Il Giulio Cesare era il mio liceo! Ci sono andata per cinque anni.» «Capisco, è stata una storia seria. Va bene, Nicole, ti prometto che verso fine di gennaio farò un salto a Rimini. Scommetti che sarò diventata famosa anch'io come Tiberio e Caligola?»
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