Beati gli ultimi
Sondaggi, croce e delizia del Pdl riminese
Strategie innovative: candidare chi piace meno
Il giorno in cui Napolitano ha gettato alle ortiche il decreto-truffa sul "federalismo municipale", fornendo l'ennesima lezione di democrazia ad un Governo analfabeta in materia, mi ha dato ulteriore soddisfazione scoprire che il Presidente della Corte Costituzionale, Ugo De Siervo, dice con parole più adeguate ciò che anch'io penso della minchiata leghista che ormai tutti chiamano "federalismo": «Usare il termine federalismo è una bestemmia; è come dire che un pesce è un cavallo. Si chiama autonomia finanziaria. Il federalismo è un processo di unificazione progressiva di Stati che erano già sovrani verso un unico Stato gestore». Se non altro, però, il "federalismo mancato" ha relegato per un po' in secondo piano il senile "edonismo berlusconiano" del bunga bunga; a proposito del quale, è vero che c'è in gioco una questione di privacy: la nostra! Possibile che la sera, a tavola, dobbiamo sorbirci il resoconto di telefonate della Minetti le quali, in un crescendo di scurrili metafore, ci informano che i glutei di Lui hanno la tonicità del budino che intendevamo gustare a fine pasto, cosa che a quel punto non riusciremo più a fare? O che vi sia chi è indotto ad allontanare i bambini sentendo nominare Bocchino in TV, nel dubbio che il riferimento non sia al braccio destro di Fini ma ad uno dei punti programmatici di Berlusconi? Meno male che a darci tregua c'è il TG1, grazie al fatto che il direttore Scodinzolini - ora che altri cominciano a chiamarlo così esigo il copyright - non è mai stato raggiunto dalla notizia dell'inchiesta-Ruby, impegnato com'è a far fruttare i nostri soldi del canone, sacrificandosi quattro mesi all'anno in missioni segrete nelle più rinomate località turistiche del mondo.
P.S. A Rimini il PDL sta annegando nel mare dei suoi stessi sondaggi per il candidato sindaco. C'è quello di Berselli, "il sondaggiator cortese" che «per verificare gli umori dell'elettorato (ha) inserito anche chi non si candiderà mai», o addirittura - vedi il Presidente della Camera di Commercio - chi dichiara di non esserne informato. Che il cuore di Maggioli, politicamente parlando, batta a destra, si sa; ma non è un buon motivo perché si ritrovi "candidabile" a sua insaputa, scoprendolo dai giornali, magari al bar fra un cornetto e un cappuccino; con l'imbarazzo di un'etichettatura di parte che stride con la sua carica istituzionale, largamente dovuta al centrosinistra.
C'è poi il sondaggio "me lo faccio da per me" di Renzi, incavolatissimo perché lo vogliono lasciare a piedi. Glielo organizza «l'amico Gianni Pecci», il bolognese di Morciano passato alla storia come "l'uomo del pullman dell'Ulivo", solo perché nel '96 Prodi gli chiese di prenotarlo. Essendo Pecci di amicizie variabili, nel 2008 ha poi affittato un camper per Guazzaloca e oggi si accinge a rimediare una Smart a Renzi. Tutti i sondaggi hanno una costante: il predestinato Formica è ultimo. Il che fa felice il suo sponsor Lombardi, per il quale «chi risulta oggi molto conosciuto ha poche possibilità di migliorare; mentre uno che oggi non è molto noto alla gente può migliorare molto di qui a maggio.» Vedi mo' i filosofi!
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