Intervista a Giorgio Canali
L'amore ci farà a pezzi
Il 12 febbraio al Neon di Rimini per un omaggio a Ian Curtis con Angela Baraldi e Steve Dal Col
Love will tear us apart (again). L'amore ci farà a pezzi, di nuovo. Con questo diktat Angela Baraldi, Steve Dal Col e Giorgio Canali rendono omaggio ai Joy Division nel trentesimo anniversario della scomparsa di Ian Curtis, leader del gruppo, sabato 12 febbraio al Neon di via Garibaldi.
Erano gli anni del punk e della sua forma più scura, la new wave, dilettanti in trincea ad esprimere non tecnica e maestria, ma emozioni autentiche, flash abbaglianti di un futuro improbabile ammalato di autodistruzionismo. Angela Baraldi è una delle più interessanti voci della scena rock degli ultimi decenni che recentemente si è concessa in prestito al cinema d'essai; Steve Dal Col è uno dei migliori chitarristi italiani "reduci" della New Wave. Di Giorgio non ci dovrebbe essere bisogno di spendere troppe parole per spiegare chi è Giorgio Canali. Musicista, produttore, autore, stretto collaboratore di numerosi gruppi italiani e stranieri ... amato trasversalmente da generazioni diverse. Chitarrista dei CCCP Fedeli alla linea, poi diventati CSI, Consorzio Suonatori Indipendenti e successivamente PGR, Giorgio Canali ha dato il via alla sua carriera solista, supportato dalla sua band Rossofuoco e a produzioni e collaborazioni varie (fra le più importanti ricordiamo PFM, Verdena, TARM, Marlene Kuntz, Zen Circus e l'ultimissimo progetto con Le Luci della Centrale elettrica).
A lui chiediamo qual è la genesi di questo insolito trio.
«In realtà Steve ed io siamo oramai una coppia assodata, da un paio d'anni lavoriamo e registriamo insieme nel suo studio a Bassano del Grappa dove suonano i mitici Frigidaire Tango, uno dei gruppi culto della New Wave. Insieme suoniamo coi Rossotiepido e quando l'Ater (Associazione Teatrale Emilia Romagna) ci ha proposto un tributo ai Joy Division, provenendo entrambi da quel retroscena musicale, non ci siamo certo tirati indietro».
E l'incontro con Angela Baraldi?
«Angela ed io ci rincorrevamo da alcuni anni, abbiamo sempre avuto un sacco di amici in comune che spingevano perché ci conoscessimo ma non c'è stata mai l'occasione fino all'invito dell'Ater. Angela, prima di essere attrice, è una grande rocker, ha percorso i palchi di mezz'Italia e la sua voce è straordinaria e assolutamente perfetta per questo tributo».
Che portata ha avuto a tuo parere il fenomeno della New Wave in Italia?
«Ai miei tempi esisteva il punk e conseguente ad esso la New Wave che ha sicuramente creato gruppi che hanno fatto la storia della musica, come i CCCP, i Litfiba, i Diaframma e se stiamo ancora parlando di questo un motivo c'è. E poi, in più Ian Curtis ha il fascino delle figure mitiche, un po' come Jim Morrison, Kurt Cobain, Jimi Hendrix».
Nonostante le tue molteplici collaborazioni c'è ancora qualche artista con il quale ti piacerebbe collaborare?
«Almeno una ventina, ma sono pigro, pigrissimo... »
Cosa ci dobbiamo aspettare dal live?
«È un concerto per sole corde e voci, non c'è ritmica, non ci sono batteria né percussioni quindi, dei due album dei Joy Division, abbiamo scelto le canzoni all'essenza, più fattibili e comprensibili».
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