Saper riconoscere la violenza alle donne
Dal 31 gennaio un mese di incontri al Supercinema
Un corso rivolto ai dipendenti pubblici e aperto a tutti
Perché una serie di incontri che parlano di violenza sulle donne? E perchè rivolti ai dipendenti pubblici? Perchè problema esiste, e perché ci sono modalità mediante che possono scattare far una serie di aiuti che, se concertati, possono dare ottimi risultati.
"Un dipendente pubblico, che lavora allo sportello, può facilmente a contatto con casi di violenza - conferma l'assessore santarcangiolese alle Pari Opportunità Monica Ricci - per una donna può essere più semplice aprirsi in questo modo, meno impegnativo che una denuncia formale ".
E spesso per una donna è più facile aprirsi con chi si conosce meno piuttosto che farlo in ambito famigliare, per non sentirsi giudicati, per non sentirsi ancora una volta colpevoli. "E' importante allora sapere come affrontare la situazione - prosegue l'assessore Ricci - dobbiamo fare in modo di non dare per scontati i servizi che ci sono sul territorio e lavorare perché siano più collegati fra loro. Non a caso questa serie di incontri li facciamo come Unione dei Comuni, ma anche con la Provincia di Rimini e con l'Associazione Rompi il Silenzio".
La nostra zona sembra essere piuttosto tranquilla da questo punto di vista, o perlomeno non emergono emergenze. "Noi come casi siamo assolutamente nella media - prosegue l'assessore alle Pari Opportunità - così come confermano i dati provinciali diffusi 25 novembre in occasione della giornata mondiale contro la violenza alle donne, e quelli che ci sono vengono gestiti benissimo dal Centro per le Famiglie che si trova alla stazione".
Qualche dettaglio? Forse le straniere sono più colpite? "No, si tratta quasi sempre di italiane, di alto livello - precisa Monica Ricci - scolarizzate, spesso con lavoro autonomo; la violenza più comune è quella economica, che poi diventa anche psicologica. Ricordo un caso di una signora costantemente controllata dal marito mediante gli scontrini, compreso quello del caffè".
Il Comandante della stazione dei Carabinieri conferma il quadro rassicurante: un unico caso denunciato di stalking, finito con le manette. Dai carabinieri ci vanno soprattutto le donne in rotta di collisione, avviate alla separazione: in quei casi è facile che volino i piatti e se ne denuncino alle autorità i lividi. Ma le violenze peggiori sono quelle taciute, che occorre saper fare venire fuori.
Gli incontri sono aperti a tutti, perché, anche se non siamo addetti ai servizi, anche noi nel nostro piccolo dobbiamo saper riconoscere gli occhi bassi di chi si trova nei guai e non sa a chi dirlo e come dirlo. Soprattutto, come ci conferma anche l'assessore Ricci, spesso le donne tacciono aspettando chei i figli diventino grandi.
Il primo incontro è per lunedì 31 per definire i tipi di violenza. Si prosegue il 7 febbraio con le tecniche di primo contatto con le vittime. Il 14 si focalizza l'argomento sullo stalkingi. Il 21 ci si rivolge all'educazione pedagogica, alla non violenza e alla tutela del rispetto. Il 28 si chiude il mese illustrando quali sono e come operano i servizi sul territorio. Gli appuntamenti sono sempre alle ore 14,30 presso il Teatro Supercinema. Il 7 marzo, per la conclusione degli incontri, l'appuntamento sarà invece serale: alle 20,30 una tavola rotonda con Leonina Grossi, Vittorio Silenzi, Patrizia Ghetti, Paola Gualano e Marco Lazzarotto Muratori per vagliare gli aspetti economici, la vita quotidiana, i tempi di cura, di vita e di lavoro. A conclusione, uno spettacolo teatrale; perché la cultura si sa, apre gli orizzonti e magari dà forza a chi in quel momento non ne ha.
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