Il boxeur di Bellariva
Storie e personaggi del nostro sport
Uno dei campioni più amati dai riminesi
Della numerosissima stirpe di pugili che Rimini ha prodotto, Luciano Lugli, è certamente il campione più schivo ed il più restio a concedersi. E' difficile, pertanto, convincere l'ex boxeur di Bellariva, ad aprire la cassaforte dei ricordi facendolo inoltrare nella sfavillante atmosfera del tempo in cui tutta Rimini sportiva lo applaudiva, seguiva ansiosa la di lui carriera rischiando di strangolarlo nell'abbraccio ingenuo, sincero ed entusiasta. Per Luciano Lugli, nato a Rimini il 15 Aprile 1938.
I tempi della prima adolescenza del nostro uomo erano quelli in cui Ray Sugar Robinson, Floyd Patterson, Duilio Loi, con le loro gesta sportive, abbagliavano gli aficionados del pugilato e, nello stesso tempo, infiammavano le fantasie ed i cuori di qualsiasi giovane che fosse in buona salute, che possedesse coraggio e che avesse il gusto del combattimento. Alla fine degli anni cinquanta, quando le riunioni pugilistiche pullulavano, Rimini aveva una palestra ricca di atleti: Morri, Rossi, Tosi, Filippini, Tentoni, Lucchi, Ghelfi, Pivi, Neri, Lugli, si affidavano alla scienza trasmessa da quegli inarrivabile maestri che furono Aroldo Montanari, Dauro Tamburini e Mario Magnani. Nel 1956, Luciano Lugli aveva allora diciotto anni, prese parte ai Campionati Emiliani Novizi. Naturalmente li vinse. Ripercorrendo la carriera dilettantistica di Luciano Lugli ci imbattiamo in prestigiosi successi come quello ottenuto sul campione marchigiano Princic, sul forte Ferrari, su Carbonari ed ovunque, il peso medio riminese, si fece onore arrivando, tra l'altro, a cingere la corona di Campione Militare Italiano per due anni consecutivi.
Ci fu poi il passaggio al professionismo. Il 1962 lo vide salire tra le dodici corde per ben undici volte. Undici matches vittoriosi, otto dei quali vinti prima del limite. Ricordiamo i nomi dei pugili sconfitti: Odelli, Benini, Mattei, Serenus, Valentin, Breullier, Bartaloni, Burchi, Della Corte, Gagligliardi, Sala. Dopo l'infortunio (sconfitta per k.o) occorsogli nel 1963 contro il romano Verziera, Lugli inanellò una serie di dodici vittorie: sconfisse per ben due volte consecutive Fiordelmondo, vinse per k.o.t. con il francese Pigeon, battè, sempre prima del limite, Mousri e Rumori. A queste vittorie fecero seguito quelle su Boselli, Desforneaux, Canu, Emanuello, Belkacem (a Rimini il 2-5-64, per k.o.) ed a Pesaro con Ruelet. L'11 luglio 1964, Luciano si misurò, sul ring di casa, con il tedesco Niederau. Fu un incontro sfortunato e la vittoria andò al tedesco. Inutili e spiacevoli gli strascichi polemici che seguirono. Ma si sa. Rimini è una città di provincia per cui è facile cadere in sospetti infondati, cogliere il sentore di solerti, sfuggenti cospiratori che braccheggiano e manipolano uomini e risultati. Il 14 agosto dello stesso anno, ad appena un mese di distanza, Luciano ritornò sotto le luci del "magico quadrato" e sconfisse ai punti Wieczorek. Altre due vittorie chiusero l'anno. Gli sconfitti furono Daupmann e Borzoskwky. Il 6 Gennaio 1965, a Rimini Luciano Lugli, contrapposto al roccioso Leullier, fu costretto ad abbandonare al quinto tempo. Il pugile riminese si prese la rivincita, in un secondo incontro, che si disputò sempre a Rimini nel mese di marzo. Ci fu poi la vittoria su Da Silva il 7-7-1965 che servì da preludio al match per il titolo italiano che lo vide opposto al detentore Santini. Lugli, nella Arena Lungomare, il 16 settembre 1965, tra gli incitamenti del suo pubblico, dimostrò coraggio, carattere, e grande cuore. Al termine delle infuocate dodici riprese, l'arbitro Sambucari, alzò il braccio di Santini. Sicuramente fu un'ingiustizia sportiva. Quella sera Luciano Lugli non aveva certamente perso. Il pugilato, sport giansenista, fondato sulla dimostrazione di una supremazia, non possiede purtroppo parametri docimologici assoluti, e la sconfitta immeritata, nulla tolse alla popolarità giustamente goduta dal nostro atleta il quale, continuò a salire sul ring battendosi vittoriosamente il 27-11-1965 con Costance e con Truppi nel Santo Stefano pugilistico dello stesso anno, riproponendosi come sfidante al titolo italiano. L'occasione per impossessarsi della corona tricolore gli si presentò il 6 gennaio 1967. L'avversario, Juan Carlos Duran, un pugile che, nella sua carriera di zingaro del ring, aveva incrociato i guantoni con tutti i migliori pesi medi del mondo si dimostrò superiore e vinse nettamente.
Luciano Lugli fu un buon boxeur, dotato di notevole tecnica, di straordinario tempismo, ed in possesso di un pugno che, allorché arrivava a segno, faceva veramente male. Senza dubbio è stato il boxeur, insieme a Pierangelo Pira, che gli sportivi riminesi hanno amato di più.
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