Intervista a Ilse Sanftl
Tra conscio e inconscio, l'arte
Fino all'11 febbraio la pittrice espone a Vienna
Ilse Sanftl, pittrice, "nella sua ricerca pittorica trasgredisce la consueta visione iconica della realtà con la passione che attinge dal subconscio". Un'artista che vive e lavora tra la "sua" Vienna - dove fino all'11 febbraio è aperta una sua personale - e Rimini, i due "poli" da cui cominciamo la nostra chiacchierata.
Ilse, qual è lo stato dell'arte della pittura a Rimini oggi?
"Avverto fermento. Tutto è relativo, e tutte le opinioni partono da presupposti individuali. Le mie emozioni si dividono tra i miei due centri vitali, Rimini e Vienna, nel paragone secondo me l'Italia si può vantare di una evolutissima creatività, consapevolezza tecnica e varietà artistica (non per niente Klimt ha accumulato conoscenze attraverso i suoi viaggi a Ravenna), mentre Vienna è brillante nella sua capacità di sostenere e realizzare progetti artistici e cogliere novità senza paura".
Quali le difficoltà nel fare l'artista oggi?
"In generale credo la maggiore difficoltà è trovare tempo e spazio per lavorare con serietà e continuità, ma anche in un secondo momento per esporre, proporre, essere capiti, accolti e sostenuti. Difficile prendere il volo, ma difficile anche volare e tenere la rotta...".
Quando ha iniziato a dipingere? Dove? E soprattutto, perché?
"L'inizio per me è da cercare nell'inconscio. Innato quindi il forte desiderio di esprimermi in un linguaggio onirico attraverso il disegno ed il colore. Ma l'arte non può essere ridotta solo a passione... l'inconscio vuole il suo equilibrio con il conscio, la tecnica acquisita!".
Ha qualche maestro? A chi si ispira?
"Sicuramente subisco l'impronta degli ambienti ‘nordici' dove sono cresciuta, e devo molto ai miei insegnanti, professori e maestri che in passato mi hanno trasmesso la loro sapienza e le loro conoscenze per poter ‘fondere' una proprio cifra stilistica. Ormai indipendente, ho comunque molti padri e madri spirituali. Traggo spesso ispirazione sia da esposizioni contemporanee internazionali sia da rapporti con le realtà culturali più diverse fra loro, tutti stimoli che mi arricchiscono per poter dare il meglio di me".
Prossime mostre?
"Sono a Vienna con una mia personale - Erinnerungen an Hietzing 2011 - allestita in collaborazione con il mio attivissimo quartiere intorno a Schönbrunn e con l'Università aperta di Vienna, dove mi sono stati richiesti ulteriori laboratori (pittura materica e formazione stilistica con materiali poveri). Poi in primavera in Toscana. Ma sarò attiva anche a Rimini e nei dintorni".
Come nascono le sue opere?
"Le mie opere nascono molto spesso per esprimere un idea propositiva oppure un ricordo a tema. Uno sguardo indietro, uno sguardo avanti, una specie di viaggio mentale. I passi per me sono: elaborazione dell'idea (contenuti, scelta dei materiali, resa), la realizzazione degli sfondi, importantissimi nell'insieme dell'opera, grande o piccola sia, e poi: con il rispetto di alcuni ingredienti - luce e ombra, abbozzo e colore, vicinanza e distanza, ritmo e pausa, figura e sfondo nel loro rapporto - si aggiunge un po' di carica empatica... è già quasi fatto!".
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