Parliamo di temi veri?

RIMINI - Notizie opinioni - mer 26 gen 2011
di Giampaolo Proni

Verso le elezioni
Sarebbe bello che il confronto fra i candidati affrontasse diverse visioni della cosa pubblica

Ci stiamo avvicinando alle elezioni amministrative ed è tempo di ragionare su cosa vogliamo dai candidati.
Ben ha fatto il nostro direttore ad aprire il discorso partendo dai 600 mila euro della serata RAI di Capodanno.
Una persona un po' cattiva potrebbe dire così: "Io lavoro in un settore che non ha niente a che fare col turismo. Perché devo vedere i soldi delle mie tasse usati per far lavorare gli alberghi e le discoteche? A me che cosa viene in tasca? Le strade sono malmesse (il Corso stesso è tutto una buca), i parchi si allagano e diventano delle paludi, i mezzi di trasporto sono inefficienti, abbiamo bisogno di scuole, biblioteche, servizi sociali: ce li pagano gli imprenditori del turismo? E infine, perché il turismo e non -che so- la moda, che è in crisi, o l'informatica, o altri settori? Il turismo riminese è ormai un prodotto più che maturo, non può crescere, ha senso dargli una tale massa di denaro?"
Allargando un po' l'obiettivo ed evitando le cattiverie inutili, credo che il ruolo stesso dell'Amministrazione locale vada comunque discusso.
Effettivamente, spetta al Comune operare con capitali ingenti in azioni di marketing a favore di aziende del territorio? Il Comune di Torino fa pubblicità alla Fiat? Semmai è il contrario: è la Fiat che sponsorizza iniziative sul territorio. I Comuni si sono attribuiti nei decenni passati il ruolo di investitori e operatori economici che non è detto sia il loro compito. O comunque non è detto che venga prima di altri doveri. La cura del territorio, la qualità della vita urbana, le scuole, gli impianti sportivi, la cultura, l'assistenza alle fasce deboli, sono forse più importanti degli aiuti ai settori economici. Ma soprattutto, l'azione delle Amministrazioni locali è raramente capace di dirigere veramente lo sviluppo economico. Al massimo può migliorare il quadro normativo in cui operano le imprese.
Ho scritto più volte che in futuro le elezioni si vinceranno sulla vita quotidiana dei cittadini e non su discorsi roboanti spesso campati sul nulla. Delle persone venute a Rimini per Capodanno, quante sono venute per la RAI? Lo sappiamo? E quante sarebbero andate in piazza Fellini se avessero dovuto pagare il biglietto? Allora, con 100 mila euro non la si organizza una serata gratis? Non si hanno mai dati di marketing validi su questi eventi. A me che vivo tutti i giorni a Rimini e faccio la fila in strade impossibili, in un traffico intasato per passare il Marecchia su uno dei pochi ponti disponibili (uno dei quali ha 2000 anni), mi cambia molto che venga la RAI per un giorno?
E' giusto, ma soprattutto è proficuo che le Pubbliche Amministrazioni operino come capitalisti pubblici in fiere, palacongressi, aeroporti, public utilities e azioni di marketing e trascurino il compito fondamentale di servire i cittadini? Pensiamo solo allo stato misero in cui si trova la cultura rispetto a quanto si fa all'estero.
Nei decenni passati ci dissero che il Comune-impresa avrebbe utilizzato gli utili degli investimenti per dare migliori servizi. Abbiamo visto che non è vero. I costi dei servizi, da quando c'è Hera, sono aumentati. I servizi sono in alcuni casi decenti, ma da anni non migliorano. E se sono diminuite le tasse è per decisione del Governo.
E' importante che i candidati si esprimano su questi punti. E' possibile che io abbia torto e che sia un bene che i Comuni giochino un ruolo diretto nell'economia del territorio. Ma penso che comunque spetti ai cittadini deciderlo, visto che siamo in democrazia. Sarebbe bello se si confrontassero due programmi, da una parte quello che ha guidato le amministrazioni di sinistra, che hanno costruito il sistema del Comune-Holding, e dall'altra un programma liberista, che si proponga di snellire l'apparato e ricondurre il Comune alla sua missione essenziale di struttura vicina ai cittadini. Mi piacerebbe perché sarebbe interessante la discussione e perché vorrebbe dire avere una vera scelta. Mi auguro insomma che la campagna elettorale si svolga su temi reali, e non si riduca al solito dubbio se i poteri forti riceveranno abbastanza dalla sinistra per votarla ancora.

 

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