Come vivono gli universitari
Crescono gli iscritti ma anche le strutture
A che punto è l'università?
Quest'anno due inaugurazioni: studentato e laboratori
Nel 1988 l'Università di Bologna, la più antica in Europa (attiva dal 1088), inaugura una nuova sede a Buenos Aires (Argentina) ed avvia un importante programma di internazionalizzazione. Nello steso anno inizia il decentramento in Romagna, sospirato da anni, organizzando una struttura multicampus nelle sedi di Bologna, Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini.
Alla fine degli anni '80 vengono attivati a Rimini i corsi di Laurea della Facoltà di Economia e di Statistica. Successivamente con l'attivazione dei corsi di Laurea delle Facoltà di: Chimica Industriale, Lettere e Filosofia, Farmacia, Scienze Motorie, Medicina e Chirurgia e Scienze della Formazione si configura una vera e propria dimensione Universitaria.
Nel corso degli anni l'insediamento riminese è cresciuto in molti sensi: da poche decine di studenti dei primi anni agli oltre seimila iscritti dell'ultimo anno accademico; dai due corsi di laurea ai 19 attuali, dai pochissimi docenti in forza a Rimini ai circa 140 di oggi. Una realtà che è cresciuta negli anni rappresentando oggi, per la città di Rimini, un fattore rilevante di sviluppo economico e sociale.
Ma come vivono gli studenti universitari? Si sentono integrati? Dove si ritrovano? Rimini è per loro una città intellettualmente stimolante e viva? E quali disagi provano, quanto devono spendere? Dalle interviste raccolte emerge che il problema più grande è il caro-affitti. Mediamente un posto letto in casa privata costa circa 300 euro escluse le spese. Accanto all'offerta di stanze in appartamenti privati, sono fioriti negli anni diversi studentati, tra i quali il Convitto Maria Bambina in via Angherà, l'Istituto Igino Righetti in via Cairoli, la residenza Santa Chiara in via Santa Chiara e la Casa della Giovane in via Isotta. Anche in queste soluzioni il costo varia da un minimo di 200 euro per la doppia ai 300 euro per la singola.
Quest'anno due recenti inaugurazioni hanno rinnovato il volto del Campus universitario e ampliato i servizi a disposizione degli oltre 6 mila iscritti: lo Studentato Universitario, nato dalla ristrutturazione dell'ex Palace Hotel: 76 camere per 90 posti letto, con sale studio, svago, cucina: un intervento da oltre 6 milioni di euro. I posti letto sono stati assegnati tramite il bando che teneva conto di merito e reddito, mentre i rimanenti posti disponibili sono a libero accesso. Il costo delle singole con angolo cottura è di 259 euro, per la doppia senza cucina 183 euro, mentre il prezzo sale per i posti a libero accesso.
Il secondo taglio del nastro riguarda i nuovi Laboratori di Ricerca presso Palazzo Ruffi-Briolini, in Corso d'Augusto: dislocati su 4 piani, i laboratori occupano una superficie di 3.864 mq, 11 aule per 382 posti, 5 uffici, 12 studi per ricercatori, 23 laboratori. Il Rettore Ivano Dionigi ha annunciato l'arrivo di altri 7 ricercatori che affiancheranno i 40 attuali. A gennaio è prevista un'altra inaugurazione: quella del palazzo Ex Arpa in Piazza Malatesta, che ospiterà altri laboratori di ricerca e gli uffici del Tecnopolo.
Da tutto il mondo per studiare qui
Gli iscritti arrivano da una quarantina di Paesi
Nel novembre 2010 al polo universitario riminese risultavano iscritti circa 5.500 studenti. La facoltà più frequentata è Economia, con 1967 iscritti; segue Lettere e Filosofia con 781, poi Farmacia che ne ha 721, Medicina e Chirurgia con 717, Scienze della Formazione che ne conta 582, mentre Scienze motorie è a quota 367. Infine, Scienze statistiche ha 198 iscritti e Chimica industriale 121.
Per quanti riguarda la provenienza, 5.115 sono italiani (93 % circa). Gli stranieri arrivano da una quarantina di Paesi: 175 da San Marino, 69 dalla Cina, 18 dall'Albania. Seguono 10 russi, 8 bulgari; 5 i greci e altrettanti i tunisini; a quota 4 tedeschi, ucraini, marocchini e libanesi, poi 3 moldavi. I restanti provengono da Camerun, Corea, Finlandia, Polonia, Repubblica Dominicana, Serbia, Ungheria, Turchia, Svizzera, Togo, Cile, Litania, Macedonia, Bangladesh, Iran, Libano, Romania, Cuba, Brasile, Costa D'avorio, Francia, Jugoslavia, Libano, Marocco, Messico, Montenegro, Siria, Slovacchia, Spagna.
La vita universitaria vista da una residente
Una riminese a Rimini
"L'ateneo è una grande risorsa che va difesa e potenziata"
Marianna, come vivi la tua città da studentessa?
«Di certo ho avuto fortuna nel poter portare avanti il mio percorso formativo proprio qui, nella mia città, coltivando i miei interessi con la comodità di trovarmi a casa, circondata da solidi punti di riferimento. Ma la mia scelta è stata motivata anche da un'esigenza personale. Mi sento molto legata a Rimini che, per quanto possa essere piena di contraddizioni e debolezze, ha dalla sua parte un'energia incredibile ed è alla continua ricerca di un'identità nella quale riconoscersi davvero. Parte di questa identità è dispersa e confusa, ma ancora recuperabile. C'è un po' di sentimentalismo nelle mie parole, ma non credo sia grave, dopotutto è importante mettere anche un po' d'amore in quello che si fa. Gli stimoli ci sono ed esistono persone che sono anche in grado di costruirseli: molti dei progetti universitari che le mie colleghe ed io stiamo portando avanti ne sono un modesto, ma valido esempio. Non sempre si incontrano "territori fertili" nei quali seminare e, talvolta, l'esigenza di spingersi altrove è una vera e propria urgenza. Ad oggi, però, posso dire che ‘l'evasione' si è sempre conclusa con un ritorno alla base, dopo un confronto che è stato comunque strumento utile per esercitare il mio spirito critico. Anna Rosa Balducci, scrittrice riminese, in un intervento sul suo blog (annarosabalducci.blogspot.com), parlava di quanto spesso molti giovani maturino il desiderio di andarsene da Rimini in cerca di territori per loro più gratificanti, ma sottolineava poi quanto sia importante anche il ruolo di coloro che decidono di rimanere: "Rimanere nelle situazioni è difficilissimo, non dà il gusto dell'avventura, ingenera spesso frustrazioni e sensazioni mediocri, ma è il gioco della realtà di cui disponiamo. [...] Nel tempo che fugge, mentre tutti fuggono, quando ognuno sogna la sua personale fuga, rimanere è l'unica medicina"».
Dove si ritrovano gli universitari a Rimini?
«Essendo del posto, per quel che mi riguarda avevo già i miei punti di riferimento e le frequentazioni universitarie si sono amalgamate a quelle precedenti. Non ho mai avuto, quindi, la reale percezione di quali siano i luoghi "prettamente universitari", forse non ce ne sono molti così caratterizzati a parte il Centro Universitario Diocesano, per esempio. Sicuramente esistono realtà (bar, ristoranti, la biblioteca centralizzata di polo recentemente ristrutturata, ecc), nel centro storico, piuttosto attente alla presenza degli studenti e capaci di accoglierne le esigenze».
Quali aspetti miglioreresti nel rapporto fra città e studenti?
«Per quello che può essere stata la mia esperienza, ho visto curiosità e apertura da parte delle istituzioni nei confronti dei progetti universitari e anche una risposta positiva da diverse aziende. Nonostante ciò, tali esperienze, anche quando molto positive, difficilmente riescono a concretizzarsi in risorse vere e proprie. Per Rimini l'Università è fonte di grande respiro: piccolo centro nevralgico di scambio e formazione con persone provenienti veramente da tutto il mondo. Per quanto l'entità del polo riminese sia modesta in confronto a quella di altri centri italiani, forse quella universitaria è la realtà che sta crescendo più, in equilibrio con il resto della città e più coerentemente con la sua natura. La città deve innanzitutto continuare a proteggere questo equilibrio e impegnarsi a renderlo sempre più saldo. Il Corso di Laurea Magistrale in Moda, che frequento, è solo uno dei percorsi d'eccellenza che l'università riminese mette a disposizione e che dovrebbe essere tra le priorità da difendere e da potenziare».
Quali difficoltà hai avvertito fra gli studenti provenienti da altre città?
«Rimini non possiede certo la tradizione di una città universitaria e, probabilmente, trovare una stanza in un appartamento non troppo vecchio, vicino al centro e a buon prezzo non è facile. Per il resto, è una città vivibile senza grandi distanze da percorrere. Molte delle mie colleghe che provengono specialmente da città del sud dicono di trovarsi molto bene».
Chiara da Catania e Ting dalla Cina
Vite da fuorisede
"Ci sentiamo ben integrate ma gli affitti sono troppo cari"
Ting, da dove provieni?
«Hangzhou, Cina».
Da quanto tempo vivi a Rimini?
«Due anni».
Pensi di rimanere a vivere a Rimini una volta terminati gli studi?
«No, rimarrò in Italia ma mi trasferirò a Milano o Roma dove forse avrò più possibilità di occupazione».
Rimini ti pare una città stimolante?
«Ci sono occasioni in cui succede: per le mostre al Castel Sismondo, per gli eventi teatrali e per la Notte Rosa, un evento che ho trovato solo a Rimini»
Ti senti integrata nella città?
«Sì».
Nel rapporto città-studenti ci sono degli aspetti che miglioreresti? Quali?
«Migliorerei l'offerta degli alloggi per dormire. Cosa già in essere grazie all'inaugurazione dello studentato in centro. Inoltre organizzerei più attività sportive per gli studenti e più mostre d'arte ed eventi musicali».
Costa caro per uno studente fuori sede vivere a Rimini? Mediamente spendi in affitto?
«Vivere a Rimini costa molto caro. Mediamente il posto letto in una camera doppia costa circa 260 euro escluse le spese. Se ci si allontana dalla zona universitaria per la stessa cifra si può avere una singola, all'incirca. Per la mia esperienza, però i contratti di affitto sono regolari».
Invece tu Chiara, da quale città vieni e da quanto tempo vivi a Rimini?
«Vengo da Catania e sto iniziando il mio settimo anno qui a Rimini. Sono iscritta al secondo anno in corso della Magistrale in Moda».
Rimini ti aiuta nel tuo percorso formatvo?
«Penso che Rimini sia una città abbastanza stimolante, anche se si potrebbe sempre fare di meglio».
Ti senti integrata nella città?
«Sì, mi sento perfettamente integrata qui».
In che luoghi incontri gli altri studenti?
«Ci sono vari luoghi di ritrovo universitari: la biblioteca del Polo, il centro culturale Wadada, le vicinanze di Piazza Cavour come luogo di ritrovo serale».
Come potrebbe migliorare nella condizione degli universitari?
«Nel rapporto città-studenti ciò che migliorerei sarebbe la ricerca e l'offerta degli alloggi e vorrei una maggiore disponibilità di coloro che affittano nei confronti di noi studenti; inoltre vorrei che noi studenti fuori sede avessimo qualche agevolazione economica in più di quelle che già ci sono».
Costa caro vivere a Rimini per uno studente fuori sede? E gli affitti?
«Credo che il costo della vita qui a Rimini per noi studenti rientri nella media ma purtroppo sempre meno famiglie possono permettersi di mantenere i figli fuori sede; magari darei più possibilità lavorative agli studenti all'interno dell'università, un po' come avviene nei campus americani in cui gli studenti sono parte attiva di tutti i meccanismi universitari. Mediamente gli affitti costano 190 euro per le camere doppie e 300 per le singole».
Per i fuori sede quali sono i problemi principi?
"Come dicevo, secondo me le difficoltà maggiori sono quelle economiche".
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