Intervista ad un nuovo Pedrini dalle infinite risorse

CESENA - Notizie spettacoli - mer 26 gen 2011
di Marta Ileana Tomasicchio

Naufragar m'è dolce in quest'Omar
In concerto al Vidia di Cesena sabato 5 febbraio

La storia dei Timoria avrebbe potuto pesargli al punto di non trovare una propria identità artistica. Invece Omar Pedrini conquista sempre nuovi obiettivi: tv, radio, cinema, poesia e anche Alta Formazione. Non di meno, una ripresa fisica perfetta dopo un'operazione urgente a cuore aperto avvenuta anni fa. Ecco quindi direttamente da lui i motivi per cui la musica è non solo un mondo di cd e live.
Ho la sensazione che questo tour serva per rimpossessarti del legame tra te, le tue canzoni e il pubblico.
"Sì, l'idea di un tour lontano dalla logica delle promozioni, in piccoli club, è nata proprio da una serata nella mia città (Brescia) e l'incontro con i ragazzi giovanissimi dell'Indiebox. Nata un po' per gioco, quella serata è invece diventata l'opportunità per me di ricominciare solo dalla mia musica, iniziando così il terzo decennio della mia carriera. Sono pronto a tutto, ho provato tutto nella mia vita, ho suonato di fronte a 400mila persone in eventi come il Primo Maggio o MTV Day a Parigi assieme a Cure e a Mano Negra ma anche in posti piccoli, come succede durante le letture pubbliche delle mie poesie, di fronte a 20 o 30 persone. Da parte mia c'è l'umiltà di rimettermi in gioco. Quando diventi un personaggio molto conosciuto, in qualche modo spunta il pericolo di dimenticare le proprie origini".
E del tuo concerto a Cesena?
"Ritorno al Vidia dopo tanti anni dai tempi dei Timoria. Spero che oltre ai nostalgici ci siano ragazzi nuovi con la voglia di sentire il rock dello ‘zio', visto che mi sono spuntati un po' di capelli bianchi. Mi piace che mi vedano così i ragazzi: un loro zio un po' matto. Torno in Romagna sempre molto volentieri, i bresciani con questa zona hanno un rapporto molto stretto, siamo cresciuti un po' tutti lì d'estate".
Stimolato quindi da ragazzi più giovani che ti riconoscono come riferimento?
"Ne sono proprio convinto, perché ad esempio con la mia trasmissione radiofonica ("Contromano" su Isoradio) trasmetto tantissima musica indipendente, anche dialettale, folk, di gruppi che non hanno contratto ma che in onda arrivano a un milione di ascoltatori tutte le sere. E' una delle mie conquiste. Una parte di giovani segue un percorso underground e la crisi che c'è stata dei giganti dell'industria musicale italiana crea opportunità per chi è dinamico e non fa pesare le proprie spese sugli organizzatori. In qualche modo le idee stanno vincendo sul denaro e si sta creando un nuovo movimento che ho scoperto stimarmi e di cui ho deciso di fare nuovamente parte. Quando si è troppo presi dal business magari si rischia di allontanarsi un po' troppo dalle idee nuove, per consolidare ciò che si sta raccogliendo. Questo è il mio modo di sciacquarmi i panni e forse è anche il segreto per cui ci sono da tanti anni".
Ti muovi veramente in tanti campi...
"Esce in questi giorni la IIa edizione del mio libro di poesie su Stampa Alternativa, ne sono proprio contento. Poi continuo con la docenza, sto lavorando ad un nuovo film, ho il mio programma su Rai5 e in radio. Posso assicurare chi ci legge che non so dipingere (ridendo)! Se pensi che da sempre amo fare reading, anche durante i live dei Timoria. Amo Majakovskij, conosco tante sue poesie a memoria. Anni fa a Roma, agli inizi, mentre ero preso in una di queste letture, qualcuno dal pubblico mi gridò: "A Gassmmaann, cantaa!". Ora invece è un'attività che il pubblico ha metabolizzato, anzi, è richiesta. Ci saranno interventi di poesia anche in questo tour".

 

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