Intervista a Dario Vergassola

RICCIONE - Notizie cultura - mer 26 gen 2011
di Lorella Barlaam

"Se potessi gettare la maschera lo farei, ma è la faccia che ho"
Il 29 gennaio al Teatro del Mare con "Sparla con me"

Intervistare Dario Vergassola, sarcastico inquisitore di "Zelig" e "Parla con me", fa un certo effetto. E invece ti trovi a parlare con una persona disponibile e autoironica, e le maschere del "personaggio" comico che accoglie nella sua ombra il comedian, lo schlemiel e il fool si sparigliano nel raccontare le persone importanti, che non sono - necessariamente - quelle dentro lo schermo televisivo. Il 29 gennaio al Teatro del Mare di Riccione Vergassola porta "Sparla con me", hellzapoppin della sua comicità varia, e in attesa di andarlo a sentire ecco cosa ci ha detto.
Dario, mi racconta Vergassola in cento parole?
«Faccio parte di quei cazzari che sin dalle elementari cercano di rendersi simpatici con le battute, e che poi crescendo trovano al bar il regno meraviglioso della psicanalisi. Vengo da una famiglia povera che mi ha cresciuto con serenità, a parte gli attacchi di panico e di ansia ipocondriaca - noi comici non ci facciamo mancar niente - ho fatto l'operaio per 20 anni e poi, siccome cazzeggiavo anche con la chitarra, mia madre ha avuto un'illuminazione e mi ha detto: "In televisione è pieno di scemi, perché non provi anche tu?". E sono finito in un baretto che era lo Zelig. Arrivavo a Milano in 127 con gli anabbaglianti, armato di ansiolitico, e poi c'è stato Sanscemo nel '92, il Maurizio Costanzo Show... e adesso sono un miracolo che cammina.»
E poi radio, televisione, teatro...
«In "Sparla con me" ci sono le interviste, un po' di notizie calde e fredde, le tematiche sentimentali, qualche canzoncina... in realtà suono i primi due accordi e tutto quello che so fare lo metto lì. Sono sempre e solo me stesso, davanti al pubblico. E mi diverto. Non mi importa molto della parte "fighettuola" romana, appena posso torno a casa, vado in barchetta, mangio la focaccia, torno al solito bar, con i miei amici, gente che lavora per davvero, di un cinismo meraviglioso. Che ti prende per quello che sei, ti mantiene con i piedi per terra, per fortuna. Nasce tutto un po' fortunosamente nella vita, le capacità c'entrano poco... se non avessi superato l'ansia di prendere la 127 e andare potevo restare a fare l'operaio, c'è tutta una serie di se. Mia moglie - gran donna - dice "finchè non se ne accorgono...". Sono sposato da 28 anni e ancora affascinato da lei, siamo stati appena in vacanza sul postale dei fiordi, al buio, a fare Corto Maltese... io che se non parlo con qualcuno sto male e lei che parla pochissimo, se non l'ho gettata in pasto agli orsi... e una sera da dietro la montagna c'era tutto uno sciabolare di luci e mi chiedevo ma dove andranno tutte quelle macchine coi fari accesi? E sono sceso in cabina... era l'aurora boreale. Ho scritto una specie di diario di viaggio, e sta a vedere che me lo pubblicano pure...»
Quando intervista i suoi personaggi sembra dire che il re è nudo....
«Forse che non esiste re, o che siamo tutti re. Noi spezzini siamo nati a cavallo della Toscana, che sono piuttosto malignetti, ma siamo comici rudi, gente da scoglio con davanti il mare e dietro la montagna, e siamo pochi in posti silenziosi, con un certo gusto dissacratorio della morte. Ma è difficile fare il comico di questi tempi: se senti Berlusconi, ma anche Veltroni, far ridere gli altri diventa difficile, loro ti hanno già superato... finirà che tocca a noi comici fare gli uomini politici.»
Che domanda farebbe a Vergassola?
«Hai la consapevolezza che ti è andata di culo in questa vita?»

commenti

Chiamamicittà - via Bonsi, 45 - Rimini - 0541 780332 - Fax 0541 784170 - info@chiamamicitta.net
Codice Fiscale-P.IVA 02 410 730 408 - Reg. Imprese Rimini n° 02 410 730 408 Capitale Sociale euro 35.000,00 i.v.
Programmazione: Studio Web 2.0 Copyright ©2012  - Progetto grafico: Inčditart