Il paradiso non è per tutti

RIMINI - Notizie primo piano - mer 26 gen 2011
di Stefano Cicchetti

Vite straordinarie
Ma ogni tanto la fortuna bacia donne che hanno tanto sofferto

F. è una donna di 41 anni che abita in una minuscola frazione. Lavora in una piccola cooperativa di pulizie di cui è socia. Tanta fatica, dalle 5 del mattino in poi, per un piccolo reddito. Ma per F. va bene così. Trova anche il tempo di fabbricarsi monili che tutte le amiche giudicano bellissimi. F. li regala, si rifiuta di venderli perché "sono cose mie". Eppure qualche euro in più le farebbe comodo. Soprattutto da un anno e mezzo a questa parte. Da quando è venuta a sapere il perché si senta sempre più stanca. Lei che non stava mai ferma, ora si deve fermare a riposare alla fine di ogni corsia del supermercato. E poi sempre peggio, così stanca da essere costretta per sei mesi a non uscire di casa. Il perché gliel'ha spiegato il neurologo: sclerosi multipla. Una malattia neppure rara, soprattutto fra le donne sotto i cinquant'anni.
Certo, a F. è stata riconosciuta un'invalidità: 50 per cento, poche centinaia di euro. Per arrivare al 90 per cento dovrebbe stare sulla sedia a rotelle, eventualità del resto per nulla remota. I medici le dicono che intanto dovrebbe almeno smettere di alzarsi alle 5 per andare a dare lo straccio e togliere le ragnatele. Ma non può. La cooperativa ha bisogno di lei e ancora non è riuscita a trovarle una sistemazione meno gravosa. Certo, si sta facendo tutto il possibile, ma per il momento...
F. alla vita chiedeva cose assolutamente normali. Una famiglia, dei figli, qualche divertimento ogni tanto. Ma il suo precoce matrimonio è andato a monte, l'attuale convivenza è in crisi per via della malattia. Il compagno non sa che pesci prendere, si rende assente, scappa.
Meno male che sono in tanti ad aiutare F., anche se non ha mai chiesto niente a nessuno. Come la sua amica che durante i turni lavora praticamente anche per lei. O il nipote che l'ha iscritta a Facebook, unica finestra che la faccia uscire dalla solitudine. Nel social network F. ha trovato tanti amici. Solo virtuali, sì, ma per lo meno le fanno passare il tempo, ogni tanto la fanno ridere, magari la corteggiano un po'. Fin quando al momento della "rivelazione" i corteggiatori non scappano, perché certe cose fanno orrore solo a leggerle.
F. sul pc guarda anche i giornali. Legge di ragazze tanto sfortunate, che però dopo tante traversie hanno trovato chi le aiuta. Buste da migliaia di euro, bonifici bancari, affettuosi pensierini firmati. Vede che quante catene di solidarietà esistono e funzionano: una di queste ragazze verrà qui da noi, invitata da una celebre discoteca dietro ricco cachet.
F. sorride. Lei non è mai stata né bella né brutta. E ha sempre avuto un'idea diversa, certamente sbagliata, di cosa fare di sé stessa. Come di quella bigiotteria che si fabbrica da sola. No, non la venderebbe mai. Piuttosto la regala a chi vuole lei. Perché è una cosa sua.

 

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