Un lettore propone una soluzione sull'origine di "zudre"

Rimini - Notizie Borgo San Giuliano - gio 13 gen 2011
di Stefano Cicchetti

Le nostre parole
Qui nella terra dei meloni turchi

"Una parola nata fra Ausa e Marecchia". Questa la frase che ha colpito un nostro lettore, Serafino Donati. La parola in questione era "zudro", o meglio zudre, nel nostro dialetto, di cui avevamo provato a occuparci sul numero 651 di Chiamami Città. L'articolo, preso atto che l'origine del termine risultava sconosciuto, terminava con appello a chi ne sapesse qualcosa. E Serafino Donati una sua idea se l'è fatta. Se non altro perchè è nato è cresciuto proprio fra Ausa e Marecchia. Il che non significa genericamente a Rimini, ma proprio nella zona dove Ausa e Marecchia hanno finito per confluire, dopo la costruzione del deviatore che conduce il torrente al fiume e che attraversa i Paduli.

"La nostra casa - ricorda il signor Donati, che è gentilmente venuto in redazione a raccontare la sua storia - era presso il bar Filon. Che esisteva anche allora, nel dopoguerra, ma era la classica osteria, con tanto di rivendita di alimentari. E fra gli ortaggi sui banchi, facevano bella mostra i magnifici ‘meloni turchi' per cui quella zona andava famosa. Sì, perché tutta l'area, ricchissima di acqua, era coltivata ad orto. Erano proprio buoni quei meloni, tanto che da piccolo mi sono costati anche qualche bastonata, quando mi sono azzardato a sgraffignarne qualcuno a un vicino.. ma questa è un'altra storia..".
Il punto che Donati vuole sottolineare, e che riporta alla "zudraggine" è un altro. "Il melone turco che conoscevamo noi purtroppo è ormai introvabile. Quei pochi ancora in commercio non sono nemmeno lontani parenti di quanto abbiamo avuto la fortuna di assaggiare da piccoli. Erano dolci, saporiti... ma il melone turco ha sempre avuto un problema: va gustato un attimo prima della piena maturazione, altrimenti si sfrolla. E quindi.."
E quindi il ragionamento di Serafino Donati è il seguente: neii nostri modi di dire zudre si associa proprio a quel melone: "t'è una testa zudra come un mlon turc", che si distingue dal melone giallo proprio per la sua forma da pallone da rugby. Melone turco che va mangiato quasi maturo, cioè in dialetto quando l'è dri a fes, "quando è dietro a farsi". Se detto in prima persona da un possessore di una testa di quella tipologia, diventa a so dri a fem: dunque da asodri a sodri-zudre.
In attesa di eventuali conferme, sorge però un altro dubbio: ma come mai a RImini, e solo a Rimini, si chiama melone turco quello che altrove è detto quasi ovunque melone invernale?

 

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