Il day after della Unicem

SANTARCANGELO - Notizie Santarcangelo - gio 13 gen 2011
di Daniela Succi

Lettera aperta dei ragazzi di San Michele e del coordinamento Marus
Mentre si discute sul futuro dell'area gli ex operai del cementificio attendono ancora soluzioni

L'anno nuovo a Santarcangelo prende il via, fra le altre cose, anche con una lettera importante destinata sia agli amministratori che ai cittadini. L'hanno scritta i ragazzi della Comunità della Parrocchia "La Fabbrica" di San Michele e dalle Associazioni del Coordinamento Marecchia e Uso (Marus). Tanti ragazzi che non ci stanno più a passare per quelli che tanto non gliene importa. A loro importa che con la chiusura di una fabbrica molti hanno perso un lavoro sul quale contavano, polveri sottili o no, bisbigli di nocività o no.
Gli abitanti delle frazioni di San Michele e Sant'Andrea, situate ai lati dell'ex cementificio, hanno sviluppato un proprio forum; sul finire del 2010 si sono tenuti quattro incontri che hanno visto il coinvolgimento di moltissimi residenti, oltre alla presenza e il sostegno di associazioni culturali e ambientaliste. Incontri che hanno prodotto una serie di considerazioni e suggerimenti, fino a stilare un documento di sintesi lungo 6 pagine, una traccia percorribile per scelte compatibili con un'area ormai a forte urbanizzazione. Il documento è stato firmato sia dai singoli cittadini che dai rappresentanti delle Associazioni ed è stato inviato al sindaco Morri, con la richiesta di aprire un formale processo partecipativo, così come prevista dall'apposita Legge Regionale. Questo procedimento è stato rivolto anche all'amministrazione di Poggio Berni, in quanto comune limitrofo. Intanto Mauro Morri precisa che risponderà quanto prima alla lettera in questione e ha partecipato a uno degli incontri, per conoscere l'opinione dei cittadini. "Sono favorevole alla discussione - conferma il sindaco- in questo caso abbiamo anche uno strumento importante da utilizzare, messo a disposizione dalla Regione: gli Accordi Territoriali, che possono essere portati in Consiglio Comunale per l'approvazione. Su questo c'è la mia disponibilità". Il Sindaco ha citato la Legge 20/2000 e conta di istituire un Forum Comunale la proprietà (Buzzi Unicem) e i portatori di interessi diffusi (cittadini, associazioni ecc..).
La Parrocchia parla di area strategica, le Associazioni ambientaliste parlano di area strategica, il Sindaco parla di area strategica. Ma non saranno strategie differenti? Un ex operaio specializzato, Valter Giacomini, si sta chiedendo se in questa serie di discussioni sia anche previsto un riassorbimento di chi ha perso il lavoro: va bene creare occasioni per spendere il gruzzolo, ma occorre prima avere la possibilità di guadagnarlo. Buzzi Unicem ha lasciato quasi 50 persone in cassa integrazione. Gli ambientalisti parlano di un corridoio ecologico lungo una valle importante, di un fiume giustamente da tutelare e non cementificare. I ragazzi della Parrocchia chiedono un futuro di qualità, ricco di occasioni. Il Sindaco parla di infrastrutture, servizi a misura di cittadino. Le voci sembrano collimare, se l'area viene gestita in modo coerente con i concetti di biosostenibilità ci può stare tutto. Se l'area non viene sentita come un grosso business, ma come una grande occasione. Dice Morri: "Deve essere un'occasione per creare verde pubblico, parcheggi, una piazza, una pista ciclabile, aree sportive, servizi; inoltre vogliamo restaurare l'immobile più antico, in quanto struttura di archeologia industriale, e farne spazio di funzioni pubbliche e culturali. Vogliamo anche creare un polo scientifico/tecnologico che abbia legami con l'Università e con il mondo della ricerca". Sta tutto nel PSC, e c'è anche la firma dei Buzzi. Intanto ci sono degli operai con il mutuo da pagare che si stanno chiedendo se e dove ci sarà posto per loro, se il futuro sarà sostenibile anche per loro.

 

 

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