Intervista a Emiliano Pellisari
Il 16 gennaio al Novelli "Cantica II"
È del regista il fin la meraviglia
"Inferno", il primo spettacolo di Emiliano Pellisari ispirato alla Divina Commedia, ci aveva traghettato l'anno scorso in un mondo onirico, sospendendo la nostra incredulità. Davanti agli occhi incantati dello spettatore, tableaux viventi e visionari sfidavano illusionisticamente la gravità creando un linguaggio unico, frutto di un'antica tradizione teatrale, dalle "macchine sceniche" del teatro barocco al Teatro Nero di Praga, fino alle esperienze di molta danza contemporanea. La seconda parte della trilogia dantesca, "Cantica II-Purgatorio", andrà in scena il 16 gennaio al Novelli, proseguendo il pellegrinaggio del "ghibellin fuggiasco". Ai corpi nudi che scolpivano eleganti emblemi in scorci di luce caravaggesca succederanno candide allegorie incentrate intorno al simbolo della Sfera, nel nome degli incubi geometrici di Escher. Il regista e demiurgo, Emiliano Pellisari - che si definisce «un autodidatta visionario che ha realizzato un sogno» - ci regala uno sguardo dietro le quinte.
Pellisari, quali trucchi - meccanici ed ottici - stanno dietro alle sue immagini sorprendenti? Da chi e come vengono progettati ed elaborati?
«Ho una visione autarchica della vita e come tale realizzo personalmente ciò che invento. la vita offre un'esperienza totale che noi dobbiamo avere il talento di mettere a frutto. Riparare una lavatrice può essere un'esperienza molto utile per realizzare una macchina scenica.»
Dai suoi spettacoli resta ammaliato un pubblico trasversale: a quali sogni e desideri si rivolge con le sue messe in scena?
«Credo che l'arte contemporanea intellettuale rappresenti un bluff. Io rappresento l'esatto contrario: la semplicità delle emozioni nel gioire di un fiore. La complessità dell'opera è nella sua creazione, non nella fruizione. Ovviamente ci sono vari livelli di lettura: un botanico e una bambina leggono il fiore diversamente ma entrambi ne gioiscono, anche se in misura e qualità differenti.»
I suoi straordinari attori/ballerini/mimi a quale training specifico vengono sottoposti? Qual è il tempo di preparazione di un nuovo spettacolo, attraverso quale percorso?
«I danzatori lavorano tutti i giorni, tutto l'anno. Le tecniche coreografiche crescono ogni giorno ed ogni giorno la grammatica si fa più complessa e articolata. I nostri spettacoli hanno un tempo di preparazione di due anni: un anno di studio sul testo della Divina Commedia e sulla letteratura relativa, dall'iconografia medievale agli studi su temi specifici. Questo lavoro termina con una sintesi logico-estetica rappresentata da una serie di quadri che verranno realizzati secondo una scenotecnica uniformata. L'anno successivo iniziano le prove che si concludono con due mesi di allestimento e prove in teatro.»
Cosa dobbiamo aspettarci da questa "Cantica II"?
«Si tratta di uno spettacolo più ambizioso nelle tecniche sceniche, dove i singoli danzatori arricchiti dai costumi si trasformano in personaggi teatrali. La musica classica, tratta da famose arie, da Bach a Ligeti, fa da sottofondo ad una serie di 14 visionari quadri viventi tratti dal regno dell'immaginazione di Dante.»
commenti
Codice Fiscale-P.IVA 02 410 730 408 - Reg. Imprese Rimini n° 02 410 730 408 Capitale Sociale euro 35.000,00 i.v.




