Chi č pių furbo di chi?
La cultura urbana che non abbiamo
Dai cestini da svuotare alle cicche sul Corso
Gli italiani non possiedono una vera cultura urbana, intendo quella dei parigini, dei newyorkesi o dei londinesi, per capirci, cioè di metropoli che da secoli hanno regole per la vita in comune. Un po' di questa cultura si trovava nelle città prima della guerra, ma l'immigrazione del dopoguerra l'ha sommersa. Le città si sono estese enormemente in decenni recenti accogliendo popolazioni provenienti dalla campagna, che non conoscevano la vita urbana.
Quando ero piccolo e abitavo al grattacielo e stavo... al primo piano, avevo un grande terrazzo ma mia madre non mi ci lasciava andare perché gettavano ogni sorta di roba dai piani superiori.
Una volta arrivò sulle nostre finestre una pentolata di minestrone.
Ancora oggi nel mio condominio c'è chi getta dalla finestra mozziconi di sigari, noccioli di pesca, pacchetti di sigarette vuoti, a volte intere arance, senza contare le cicche di sigaretta, che in Italia è come se fossero nulla, o i chewing gum masticati che sono la vera pavimentazione del Corso. Nulla, come se non esistessero.
E' vero, la vita urbana richiede tanta sensibilità verso gli altri. E' comodo buttare dalla finestra e non pensarci più. E' meno comodo trovarsi il piscio del cagnolino sulla saracinesca del garage, ogni giorno. Perché i cani, come si sa, marcano il territorio. E perché devi preoccuparti di tirare via il tuo adorato animale, mica è tuo il garage.
Molti italiani si rendono infelici perché diffondono astio trattando gli altri come se fossero esseri inferiori. Io trovo il piscio del tuo cane sulla mia saracinesca, allora tengo il televisore alto di notte, sposto i mobili all'alba, ti sputo il nocciolo di pesca sul balcone. Così tutti siamo incazzati e astiosi, ci stiamo regolarmente antipatici e ci viene l'ulcera. Che bello.
Altri invece sono sereni perché a volte basta un piccolo gesto per diffondere sensazioni piacevoli. L'educazione consiste nell'essere gentili con chi non ci è simpatico e dal quale non ci aspettiamo nessun favore. Ma noi siamo ancora molto molto indietro.
Per esempio, sulla ciclabile del Marecchia, dove spesso vado a fare jogging, c'è un tavolo da picnic con un cestino per i rifiuti, che vedete in foto.
Non so chi deve vuotare quel cestino, se il Comune o Hera, e francamente non mi interessa, visto che pago sia le bollette sia le tasse. Ma chiunque sia, da due anni almeno il cestino è sempre pieno, i rifiuti strabordano, gli animali banchettano, il prato fa schifo. E' un simbolo di degrado in un luogo importante. I parchi sono luoghi importanti perché non abbiamo tanta natura, perché sono spazi dove vogliamo stare bene e perché sono di tutti. Nei paesi civili il biglietto da visita di una città sono i suoi parchi. Danno più voti i prati puliti che le feste di massa, con o senza TV.
Mi piacerebbe che i futuri sindaci si assumessero degli impegni. Sembra quasi che questi temi siano solo per zitelle inglesi. Ma vi assicuro che i runner e i mountain biker della ciclabile non sono zitelle inglesi.
Quindi: il cestino, o lo vuotate più spesso o lo mettete più grande. E possibilmente con un coperchio, visto che ci sono topi, uccelli, gatti, pioggia che fa marcire il tutto ecc.
Però, detto questo, non è che il cittadino, se trova un bidone dei rifiuti pieno, deve posare la sua mondezza sul mucchio, guardarla che ruzzola giù e insultare il Comune o Hera. No proprio. Si prende la sua mondezza e se la porta a casa. Poi prende il telefono e segnala il problema a chi di dovere. Ci sono parchi (anche sulle Alpi) che hanno proprio abolito i cestini dei rifiuti. La tua mondezza te la porti da dove l'hai presa. La mondezza è tua, il parco è di tutti.
Negli anni '70 conobbi uno svedese, a Bologna, che iniziava a farsi delle birre medie alle nove di mattina. Però quando aveva acceso una sigaretta rimetteva il cerino bruciato nella scatoletta. Finita la scatoletta buttava tutto.
Detto questo, se il cestino c'è deve essere vuotato. Quindi ha torto per primo chi gestisce il cestino.
Guardate che tutto questo non è slegato dalla politica e da tutti i grandi guai dell'Italia. E' il chewing gum sputato sul Corso che produce i politici che abbiamo, il bunga bunga, la corruzione, la cialtroneria e il degrado generale. Tu sputi per terra la tua cicca perché a te non te ne frega niente del tuo Corso, perché è tutto pagato con le tasse, ma tu le tasse le evadi, perciò a te chette frega? E così ai politici perché dovrebbe fregare qualcosa di te? La differenza, caro furbo, è che nel gioco di fregare gli altri alla fine vince tutto il più furbo di tutti. Nel gioco ad essere persone per bene ognuno vince qualcosa. Sei proprio sicuro di essere il più furbo di tutti?
commenti
Codice Fiscale-P.IVA 02 410 730 408 - Reg. Imprese Rimini n° 02 410 730 408 Capitale Sociale euro 35.000,00 i.v.




