Quando i bambini mangiano i comunisti

RIMINI - Notizie satira - mer 15 dic 2010
di Nando Piccari

E a Rimini non è piaciuto il bellariese
Altro che Internazionale: per qualcuno la rivoluzione si ferma a Misano

Mercoledì i lettori sapranno che strada avrà preso l'agonia politica di Berlusconi in seguito al risultato del voto di fiducia alla Camera: la strada del Quirinale per le dimissioni o quella del disperato "accanimento terapeutico" a base di ossigeno e flebo, comprati con falsa moneta al mercato nero dei parlamentari corruttibili?

Ho qui invece, caldo caldo, il risultato delle Primarie del Partito Democratico per la designazione del candidato a Sindaco di Rimini: ha vinto Andrea Gnassi, seguito nell'ordine da Arlotti, Fabbri, Gattei. È il miglior risultato possibile per il PD, che affida così le speranze di vittoria nel 2011 al candidato che meglio sa destreggiarsi nell'intricato e non facile rapporto del centrosinistra con le tante facce, spesso schizofreniche, dell'odierna riminesità; e capitalizza nel contempo la "forza complementare" di Tiziano Arlotti, un centrocampista della politica che ogni squadra vorrebbe avere, il quale è riuscito a "rimotivare" molti consensi che andavano affievolendosi, portandoli ora in dote alla finalissima di primavera. Il modesto risultato di Nando Fabbri può sorprendere solo che non abbia sufficiente allenamento a leggere la storia e l'attualità politica di Rimini con...occhio riminese. Onore, infine, al coraggio dell'agguerrita Cristina Gattei, che coerente con l'essere presidente di quella cosa che solo a Rimini poteva chiamarsi "Basta merda in mare", ogni tanto ha cercato di dirottarne un po' sugli altri suoi competitori.
PS 1. Ritengo che il "Sigismondo d'oro" a San Patrignano, prima ancora che collidere con l'incancellabile ricordo del delitto Maranzano, rievocato in queste ore con grande dignità dal figlio, sia un atto di insensibilità verso il ricco e variegato mondo delle Associazioni di volontariato sociale presenti a Rimini; che colpite dallo scippo del "5x1000" operato da Tremonti, vedono il Comune premiare forse l'unica "Onlus" che possa fare a meno di quel beneficio fiscale, data la sua multiforme imprenditorialità a basso costo di mano d'opera.
PS 2. Tempo fa, a Misano, vi fu chi propose di fondere quel Comune con Riccione. Ridurre il numero dei Comuni porterebbe benefici anche qui da noi; dove tuttavia, prima di creare "Ricciano", o "Misone", sarebbe più urgente accorpare i tanti Comunelli semi-inutili di Valconca e Valmarecchia. Il Sindaco Stefano Giannini ha perciò saggiamente risposto «ora uniamo con Riccione i servizi, poi si vedrà». Contro il suo buonsenso è insorto non il solito leghista intontolito dalle baggianate sulla "identità del territorio"; no, ad "andare in bestia" è stato il capetto locale degli ultras comunisti di Sinistra Critica, quelli che "pure Bertinotti è di destra". Senza giri di parole, Pizzagalli ha tolto Giannini dal novero degli «amministratori sani di mente», perché «data l'amicizia con Pironi, ci svende a Riccione» e non sa che nel '22 Misano «confinava con Rimini» e che «Ateniesi e Spartani non arrivarono mai a costituire un'entità unica». Insomma, uno degli ultimi "internazionalisti proletari" - Non più nemici, non più frontiere, sono i confini rosse bandiere - si è ridotto a ragionare come l'esponente di una Pro-loco a cui vogliano scippare la Sagra della porchetta. Dove sono finiti i comunisti di una volta, quelli duri e puri che mangiavano i bambini? Oggi ci manca poco che siano i bambini a mangiarsi i comunisti alla Pizzagalli.

 

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