Quel cane a guardia di Ariminum
Le prime testimonianze della colonia romana
Presso l'Arco i resti di un rito di fondazione
Negli anni '80, durante alcuni scavi archeologici nei pressi delle mura dell'arco d'Augusto, furono rinvenute ceramiche volterrane e non dipinte nello strato precedente l'edificazione, databili tra la fine del IV e gli inizi del III secolo a. C., oltre a numerosi depositi contenenti ceramiche a vernice nera databili dal III al I secolo a. C., a riprova che la città esisteva anche prima dei Romani.
In quegli scavi vi fu anche una grandissima sorpresa costituita dal ritrovamento, all'interno dello strato argilloso-arenario del cantiere, proprio all'angolo tra la linea esterna delle mura e la torre, di un deposito rituale costituito da pochi ma significativi elementi quasi sovrapposti tra loro.
Si trattava di tre monetine bronzee, una semuncia dell'aes grave riminese con testa di gallo (fuse probabilmente tra il 283 a. C., anno successivo alla definitiva sconfitta dei Senoni, e il 268 a. C., anno di fondazione di Ariminum), e due bronzetti coniati della serie di Ariminum, oltre ai resti scheletrici di un cane di piccola taglia, forse un volpino.
Si trattava con tutta probabilità di un donarium, che fu offerto agli dei al momento stesso della costruzione delle mura, deposto e seppellito in un punto angolare, nodale per l'opera difensiva, a consacrarne l'edificazione e a suggellare l'inviolabilità e la sacralità del limite urbano, secondo tradizioni ideologiche assai diffuse in età classica.
Tale atto propiziatorio, che veniva con tutta probabilità riproposto in altre posizioni lungo il tracciato delle mura, può essere assimilato al rituale della consacratio, che prevedeva solenni cerimoniali e acquistava grande rilevanza nella perimetrazione e nella fondazione di una città.
Il cane, infatti, aveva una funzione di guardiano (come ad esempio il mitico Cerbero, custode dell'aldilà), mentre l'offerta di monete alle divinità può essere interpretata come vero e proprio segno di confine, talvolta praticata durante la cerimonia di consacrazione di edifici sacri.
Per quanto concerne l'interpretazione dell'immagine stereotipata di un Gallo, varie sono le ipotesi: si tratterebbe di una moneta dedicata al popolo sconfitto, oppure, secondo l'ipotesi dello studioso Panvini Rosati, di una moneta gallica emessa dai Galli Senoni dopo la sconfitta di Sentino nel 295 a. C., o piuttosto, secondo recenti studi, di un tentativo di creare una monetazione comune, che però fu presto resa superflua dalla rapida assimilazione dei Senoni al sistema romano.
Fonti: Maria Luisa Stoppioni, "La fondazione di Ariminum e l'età repubblicana in Rimini Illustrata vol. I"; Jacopo Ortalli, "Le mura coloniali di Ariminum e il deposito monetale di fondazione con semuncia a testa di gallo"; Anselmo Calvetti, "Monete fuse con testa gallica e moneta coniata con testa di vulcano ad Ariminum".
La tecnica dell'opus poligonale
Le prime mura di Ariminum che si vedono presso l'Arco furono realizzate con la tecnica dell'opus poligonale, procedura costruttiva diffusa nell'Italia Centrale, tra il IV e il I secolo a. C., che consisteva nella sovrapposizione di massi in pietra non lavorati o poco lavorati, anche di notevoli dimensioni, senza l'ausilio di malta o altri leganti.
Lo stesso peso dei massi utilizzati assicurava infatti la stabilità delle strutture che, in genere, presentavano uno spessore maggiore alla base e si assottigliavano verso l'alto.
Le mura repubblicane
Due torri distrutte negli anni ‘30
Il passaggio sotto l'arco di Augusto è sempre un momento di grande suggestione. Tuttavia spesso ammiriamo l'arco solo nella parte centrale concentrandoci sul timpano, sui fregi e sulla merlatura, ma trascurando la visione delle mura laterali e, in particolare, di quelle più nascoste, visibili grazie ad una sorta di asola archeologica.
Le mura, costruite con grandi elementi di arenaria gialla provenienti da cave appenniniche e rifinite sul posto, costituiscono le più antiche fortificazioni romane giunte ai nostri giorni, e sono coeve alla fondazione di Ariminum avvenuta nell'anno 268 a. C.
L'arco trionfale, realizzato per celebrare l'imperatore Ottaviano Augusto, sostituì una più antica porta di età repubblicana, che era affiancata da due torrioni quadrangolari con il lato maggiore di sei metri, dai quali si dipartivano due tratti di mura con andamento rettilineo.
Purtroppo a causa dei lavori di isolamento dell'arco d'Augusto, avvenuti nel 1936, sono andati persi per sempre alcuni importanti tratti di queste mura: i due torrioni per esempio si elevavano ancora per diversi metri; ne rimangono solo le foto d'epoca.
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