RIMINI E se noi invece dei soldati usassimo gli animatori?
RIMINI - Notizie Opinioni - mer 10 set 2008
di Lia Celi
[{Come curare l’insicurezza dei riminesi}
Forse un’educazione al sorriso è più efficace delle divise]
Rimini non rientra nel numero delle città in cui è previsto pattugliamento militare nelle strade. Pazienza: per alleviare il senso d’insicurezza che attanaglia i riminesi ormai ci vorrebbe un’armata stile sbarco in Normandia, altro che una manciata di soldatini. E, a dire la verità, non tutti si sentono psicologicamente confortati alla semplice vista di una divisa, e non sempre non a causa di pregiudizi ideologici.
Io, per esempio, ho cominciato a passeggiare tranquillamente per strada solo quando ho smesso di circolare in strade pullulanti di militari. Sono cresciuta a Pordenone, città di caserme e di soldati di leva, in genere diciottenni del Sud allupati, che in libera uscita infastidivano qualunque bipede che avesse una vaga somiglianza con una femmina umana. Dai dieci anni in su io e le mie amiche dovevamo andare in giro più infagottate delle atlete del Bahrein durante la cerimonia inaugurale delle ultime Olimpiadi. Il giretto in centro il sabato pomeriggio era una specie di gimkana fra pappagalli in divisa e in borghese. Cercavamo di evitare di passare in certe strade o davanti a certi bar, scantonavamo di fronte ai ragazzi che giravano in gruppo (da tre in su erano sicuramente militari) e dopo un po’ consideravamo gli apprezzamenti pesanti un rumore urbano come le sirene delle ambulanze o il rombo dei motorini. Era un vero e proprio mobbing, e ho capito quanto soffocava la mia libertà solo quando, a sedici anni, mi sono trasferita in una città dove non c’erano troppi militari in giro.
Oggi i soldati di leva non esistono più, e se anche ci fossero dubito che perderebbero tempo con una madre di famiglia che ha già superato l’età sinodale dei quaranta. Eppure continuo a pensare che usare i militari come ansiolitico non sia una buona idea. Visto il nemico da fronteggiare non è il crimine, ma la demoralizzazione dei cittadini, perché non sguinzagliare per le strade un centinaio di animatori da villaggio turistico? A forza di temere microcriminali ad ogni angolo, ormai anche gli onesti stanno mettendo su facce torve da microcriminali, poi la polizia si confonde e insegue le persone sbagliate. La gente perbene va rieducata al sorriso e al buongiorno gratuito. Come nei villaggi turistici, dove tutto il personale è tenuto a salutarti sorridendo: il primo giorno quella cortesia prezzolata ti dà sui nervi, ma già dal terzo ti ritrovi a ricambiare il sorriso e il saluto, e verso la fine della vacanza sorridi e saluti spontaneamente tutti quelli che incontri, e ti senti meglio. Il nostro capo-villaggio… volevo dire, il nostro sindaco, dovrebbe farci un pensierino.
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