Tamanti addio, Cattolica va alle urne

CATTOLICA - Notizie Valconca - mer 01 dic 2010
di Emer Sani

Mancini: "Il Pd esce distrutto"
Nominato il commissario dopo le dimissioni dei "ribelli"

Dopo il terremoto politico che ha fatto cadere il sindaco Marco Tamanti la Regina potrebbe tornare alle urne tra il 15 aprile e il 15 giugno 2011. Le dodici dimissioni congiunte dei "ribelli" di maggioranza e dell'opposizione hanno aperto il periodo di commissariamento del Comune di Nazzareno De Franco, nominato dalla Prefettura di Rimini. Il compito di De Franco sarà l'ordinaria amministrazione, cioè dare corso alle delibere già approvate dalla giunta, rispettare il patto di stabilità ed entro fine anno bisognerà approvare il bilancio di previsione con gli investimenti programmati e i capitoli di spesa previsti nella parte corrente. Il commissario dovrà portare avanti gli interventi burocratici, non potrà quindi fare previsioni di progetto per la città a lungo termine come sarebbe spettato invece alla politica, se non fosse in profonda crisi.
Nel giorno dell'addio intorno all'ex sindaco Tamanti c'erano tutti i suoi ex assessori che per l'ultima volta si sono riuniti a Palazzo Mancini, alcuni dei quali in punta di lacrime, come la Gerboni e lo stesso Tamanti, e altri scoppiati a piangere, come la Zagaria che ha anche deciso di lascio il Partito democratico. Un partito all'interno del quale si stanno accentuando le spaccature: per Tamanti è stato Pepe Mancini a spingere i consiglieri di maggioranza a dimettersi. "L'elezione di Prioli a segretario del partito - dice - gli ha dato fastidio, perchè l'ha vista come un ostacolo al suo progetto". Per Tamanti "nella mozione non ci sono motivazioni reali per chiedere la sfiducia, anzi sono ridicole. Stavamo lavorando bene, in un anno e mezzo, anche se c'è stato qualche errore, non si poteva fare di più. Potevano presentare la mozione dopo il bilancio, ma hanno preferito mettere il Comune nelle mani di un commissario. E non hanno avuto nemmeno il coraggio di prendersi le proprie responsabilità in consiglio comunale". Da ex assessore Mancini fornisce un'altra versione, "credo che Tamanti sia stato tradito dalla mancanza di ambizione amministrativa, che ben presto ha determinato frustrazione negli assessori. Il Pd esce distrutto da questa vicenda per l'incapacità di mettersi in discussione. Porto il peso della responsabilità verso il partito e la città per aver appoggiato una scelta difficile e dolorosa", conclude Mancini facendo intendere che potrebbe anche lasciare il Pd.

 

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