RIMINI Schermi spenti in città
RIMINI - Notizie Musica e cinema - mer 10 set 2008
di Paolo Bronzetti
[{Solo il cinema Corso resiste}
Ma c’è chi rilancia con la musica]
Con l’avvento della multisala all’iper de Le Befane la crisi delle sale cinematografiche nel centro storico era sicuramente prevedibile.
Ma se l’anno scorso si erano notati i primi effetti, quest’anno si assisterà ad una vera ecatombe degli schermi del centro.
Il modernissimo è già diventato un’avviata profumeria, il Supercinema e il Sant’Agostino, chiusi da anni, aspettano un futuro diverso.
Il Fulgor, in attesa di diventare la casa del cinema riminese e di Fellini (i lavori dovrebbero partire nel 2009, il progetto è già stato approvato) resterà chiuso in autunno per problemi di sicurezza strutturale. Novità dell’ultima ora sono la chiusura dell’Astoria e del Settebello (in realtà già chiuso dalla scorsa primavera) i cui gestori non hanno rinnovato il contratto scaduto ad agosto.
Rimane in centro il solo cinema Corso che tira avanti alternando il cinema al teatro e la sala della cineteca, che ha sì una programmazione eccellente, ma non ha ancora dalla sua spazio e comfort adeguati.
A dire il vero dobbiamo dire che resiste, anzi rilancia, il cinema Tiberio. Accanto ai film di qualità e alle pellicole (la domenica) per le famiglie, sfruttando il nuovo impianto audio digitale (60.000 euro d’investimento), proporrà la grande opera ai Riminesi.
Certo i multiplex con i loro multischermi praticano una concorrenza nella distribuzione difficile da fronteggiare, ma bisogna anche dire che l’imprenditoria privata locale non ha investito per tempo né sulla qualità della visione (aria condizionata, dobla digital, insonorizzazione, digitale) né sulla qualità delle pellicole.
Anzi penso che molti ancora ritengano che lo spettatore d’essai voglia la scomodità, la sfocatura della proiezione e il fruscio di fondo.
Personalmente invece credo che la concorrenza alle multisale sia possibile solo unendo la massima qualità della visione alla massima qualità dei film.
Del resto a Rimini le rassegne dedicate al cinema d’autore fanno sempre il tutto esaurito.
Come avrete capito anche il sottoscritto s’iscrive al partito dei nostalgici del cinema in centro storico.
In fondo la camminata nel corso d’Augusto in silenzio (se da soli) pensando allo spettacolo appena visto o la discussione animata con l’amico o la compagna davanti ad una vetrina difficilmente saranno rimpiazzabili da una frettolosa scarpinata in un anonimo parcheggio di un centro commerciale.
Le immagini avevano bisogno di quella lenta decantazione per posarsi nella memoria, ma è proprio la lentezza in fondo la malata terminale dei nostri giorni. Comunque sia lunga vita al cinema.
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