AC Rimini, sempre pił stretti i legami con la cittą
Accordo la fra la società e CNA
Il presidente Amati: "La nostra priorità è far crescere bene i giovani"
Una società di calcio non si deve occupare solo di calcio. Ha un ruolo importante nella società, nell'affiancarsi alle istituzioni nell'educazione e crescita dei giovani e nel sensibilizzare la città sull'importanza dello sport. Partendo dalla condivisione di questi valori sta nascendo a Rimini un'importante sinergia tra AC Rimini 1912 e CNA.
Ce ne parla Biagio Amati, Presidente della neonata società biancorossa: "Io e il Direttore CNA Bugli ci siamo incontrati di recente e ci siamo trovati in sintonia su tanti punti. Da qui è nata l'idea di creare qualcosa insieme, unire due realtà apparentemente molto distanti come una confederazione di imprese e una società di calcio".
In concreto come si svilupperà questa collaborazione?
"Stiamo valutando diverse soluzioni che possano creare opportunità e benefici sia per le aziende associate che per la Rimini Calcio. Sicuramente riapriremo la campagna abbonamenti per il solo girone di ritorno con prezzi agevolati riservati agli associati CNA. Poi lavoreremo ad alcune iniziative come biglietti omaggio per le partite, aperitivi nei locali del centro a cui presenzieranno i giocatori o attività simili che permettano di entrare sempre più a contatto con la città, le aziende e la gente".
Nonostante lo shock del maggio scorso e il malumore per la scomparsa della squadra storica, la città di Rimini sembra comunque aver già risposto bene.
"Abbiamo 1500 abbonati e siamo costantemente contattati da aziende che intendono collaborare con noi e vogliono dare il loro contributo, grande o piccolo poco importa. Questo non può che farci piacere e ci riempie di orgoglio, se ci sono i tifosi e la città ci siamo anche noi, altrimenti tutto sarebbe difficile".
Domanda inevitabile: come procedono i rapporti con l'altra squadra cittadina?
"C'è una sana rivalità sportiva, come può esserci tra Milan e Inter. Rispettiamo il lavoro del Real e loro fanno lo stesso, gli attriti sono stati creati fin dall'inizio dalla stampa e soprattutto dalla tv ma non hanno mai avuto un effettivo riscontro nella realtà".
C'è quindi possibilità in futuro di una fusione?
"Ora pensiamo all'anno in corso e ad ottenere il massimo da questo campionato di serie D, poi si vedrà, anche alla luce dell'esito del campionato stesso. L' AC Rimini è strutturata come una società professionistica, un'eventuale permanenza in D con i costi che dobbiamo sostenere sarebbe difficile, quindi l'obiettivo primario ora è salire di categoria".
Tra i costi maggiori rientra sicuramente il settore giovanile che avete mantenuto di primissimo livello?
"Crediamo nei giovani e la nostra priorità è crescerli prima come uomini e poi come calciatori. Abbiamo in prima squadra 14 ragazzi e addirittura due '94, il settore giovanile ci costa 600mila euro, una cifra importante, ma è un investimento a cui non intendiamo rinunciare perché è troppo importante anche per la città avere un punto di riferimento e un luogo di crescita, non solo sportiva, per i suoi ragazzi".
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