Intervista a Gianfranco Miro Gori

RIMINI - Notizie cultura - mer 01 dic 2010
di Lorella Barlaam

Una Casa per il Cinema e la memoria
Un nuovo corso per la Fondazione Fellini

Rimini è un ossimoro: luogo "felliniano" nell'immaginario cinéphile di tutto il mondo, affamato di buon cinema - le proposte di qualità della Cineteca Comunale attirano un pubblico che eccede quasi sempre i 94 posti a disposizione - mentre nel centro storico una dopo l'altra le sale hanno chiuso, e la débâcle della nostra Fondazione Fellini non rende di certo onore al grande regista. La pars destruens si è svolta in questi mesi sotto gli occhi di tutti, della pars construens chiediamo a Gianfranco Miro Gori, Sindaco di San Mauro, poeta e narratore, che dirige la Cineteca, chiamato il 20 ottobre nel CDA della Fondazione Fellini per il Comune di Rimini.

Miro Gori, a ottobre si è delineato un nuovo organismo operativo, di cui lei fa parte: quali le priorità in agenda e gli obiettivi?
«A nessuno sfugge che i conti della Fondazione Fellini siano da sistemare. Per un fatto economico, ovviamente, ma anche etico. Ciò premesso, poiché la Fondazione non parte da zero, occorrerà fondare il "nuovo corso" su ciò che di buono è stato fatto. Rafforzarlo. Rinverdirlo. E abbandonare il resto. Il buono è stato il materiale felliniano raccolto: libri, disegni (fino all'eccezionale acquisizione del "Libro dei sogni", nel quale Fellini disegnò per anni la sua attività onirica), costumi dei film, audiovisivi... Mi guardo bene dall'affermare che il resto - come i convegni, le mostre, la rivista ecc. - sia stato inutile. Anzi. Ma a ben vedere gli studi felliniani, in varie forme, dilagano da anni nel mondo. Ricerche, convegni, mostre, film affollano - et pour cause - lo spazio pubblico internazionale. Dunque la città natale sarebbe bene si dedicasse ad altro: in particolare alla conservazione della memoria del regista, mettendo in piedi un museo degno di tale nome: il luogo, per dirla con uno slogan, dove tutti potranno trovare un'esposizione e un archivio dotato di tutto ciò che esiste (in originale o copia) di e su Fellini. Questo dovrebbe essere - credo - il nocciolo della cosiddetta pars construens. Con una postilla per il premio Fellini, che dovrebbe essere mantenuto, ma ritornando alla sua ispirazione originale, quella di "Riminicinema": premiare un regista giovane o in via di affermazione piuttosto che un autore "speronato" cioè un altro Fellini. Se ciò che ho detto è vero, il nodo centrale, almeno in termini cronologici, è la Casa del cinema nel Palazzo Valloni. Dove dovrà essere realizzato il museo. Spero che ognuno faccia la sua parte perché i tempi indicati per la ristrutturazione siano rispettati. Il progetto risale all'inizio degli anni Novanta del secolo scorso. E' ora di portarlo a compimento.»

Cosa cambierà con la ventilata fusione della Cineteca con la Fondazione e la realizzazione della Casa del Cinema?
«Il Palazzo del cinema prevede la realizzazione a pianterreno di due sale cinematografiche. Al primo piano dovrà trovar posto la Cineteca comunale, al secondo il Museo e gli uffici della Fondazione Fellini, al terzo gli archivi. Mi pare abbastanza ovvio, naturale, che a quel punto i due istituti si fondano. Non fosse altro che per ragioni di efficienza. Fino a quel momento, nel centro storico, seguiterà a funzionare - e mi auguro anche dopo - la sala della Cineteca.»

 

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