Da Rimini č cominciato il sole dei Pooh

RIMINI - Notizie spettacoli - mer 01 dic 2010
di Beppe Ardito

Qualche domanda a Roby Facchinetti e Red Canzian
E' partito da qui il tour della band più longeva del pop made in Italy

Venerdì 19 novembre al 105 Stadium è stata convocata la conferenza stampa dei Pooh per presentare il loro nuovo tour che è partito da Rimini il 23 novembre scorso. Arrivo influenzato e trafelato a conferenza cominciata, sedendomi tra i giornalisti e mi trovo di fronte a Roby Facchinetti e Red Canzian, due star evergreen del pop nazionale (Dodi Battaglia era assente) mentre stanno dicendo che ogni volta che vengono a Rimini, guardando il mare si commuovono.
Prima dell'uscita del disco e in contemporanea con l'uscita dal gruppo di Stefano d'Orazio sembrava ci fosse aria di crisi nei Pooh.
"Dopo l'uscita di Stefano ci siamo ritrovati e ci siamo detti che dovevamo andare avanti solo se avevamo ancora qualcosa da dire. Prima ci è venuto incontro Valerio Negrini - che è sempre stato il quinto Pooh - per la stesura dei nuovi testi, affidati prima principalmente a Stefano. Poi in soli due mesi ci siamo ritrovati con nuove canzoni, abbiamo rimesso mano al nostro percorso, quello più profondo che ci ha dato nuovi stimoli a riprendere il cammino con una nuova line up che comprende Steve Ferrone alla batteria, che ha suonato con nomi come Eric Clapton e Michael Jackson, Ludovico Vagnone alla chitarra e Danilo Ballo alle tastiere".
Nel disco "Dove comincia il sole" con la canzone "Ilaria Alpi" affrontate un dramma sociale. Non è un po' inusuale per voi?
"In realtà i Pooh hanno sempre affrontato temi più legati al sociale. Vogliamo ricordare il brano "Senza frontiere" dedicato al tema dell'immigrazione. Ma anche lo stesso "Uomini soli" contiene in realtà il dramma dell'emarginazione e dell'indifferenza nella società di oggi. E ancora vogliamo citare "Pierre", un altro nostro cavallo di battaglia, che affrontava il tema dell'omosessualità in un periodo in cui il solo parlarne era considerato tabù".
Oggi, considerando trasmissioni televisive come Amici e X Factor, la ricerca di nuovi talenti è più orientata su cantanti singoli o gruppi vocali. Voi siete uno dei pochi gruppi rimasti che hanno sempre suonato. Non pensate che questo atteggiamento mini alla base la possibilità di nuovi gruppi musicali?
Roby: "Le case discografiche, vista la grossa crisi che affrontano già da tempo, hanno bisogno di puntare su interpreti singoli più facili da gestire, rispetto ai gruppi dove possono succedere defezioni o esserci disaccordi fra i componenti. Quindi trovo che questa sarà la strada del futuro".
Red: "Noi abbiamo avuto la fortuna di cominciare l'attività in un periodo d'oro per la musica. A livello mondiale, alla fine degli anni 60 c'è stata una rinascita della musica e anche in Italia si formavano band. Oggi tutto è cambiato, per un gruppo è difficile arrivare al successo. Ci vorrebbe un gruppo come i Beatles negli anni 60 che hanno riacceso l'interesse della gente e dei discografici verso i gruppi".

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