Benvenuti al sud del nord

RIMINI - Notizie satira - mer 17 nov 2010
di Lia Celi

Un film che si sarebbe potuto girare a Rimini
Ma forse ai "forestieri" piacciono anche i nostri difetti

Chi non ha ancora visto «Benvenuti al Sud»? Quattro gatti, a giudicare dalle file ai botteghini ogni weekend. Senza nulla togliere alla bravura del regista Luca Miniero e alla simpatia di Bisio e Finocchiaro, la ricetta originale del film, brevettata dal francese Dany Boon in «Giù al Nord», è infallibile e universale. Funzionava nella versione transalpina, con il provenzale snob catapultato nella fredda e ruvida Piccardia. Funzionerebbe anche in Inghilterra, in Cina o in Brasile, e dovunque ci sia un Nord diverso dal Sud; Will Smith ne sta preparando un remake americano ambientato in Nord Dakota. Funziona alla grande nella versione italiana, con la coppia di bauscia deportati nel Cilento.
Ma c'era proprio bisogno di scendere fino in Campania per sperimentare certi choc culturali? Secondo molti lombardi riminesizzati, bastava fermarsi qui da noi. Inefficienza, matriarcato, fatuità, rozzezza, esibizionismo, familismo, mentalità arretrata, scarso spirito di concorrenza, disordine, furbizia, incuria: tutte nefandezze tradizionalmente attribuite alla «bassa Italia», ma che i nostri concittadini transpadani sostengono di avere scoperto fra l'Arco d'Augusto e il ponte di Tiberio. Con tanta maggior sorpresa, in quanto loro non credevano di essere al Sud, ma di trovarsi ancora nel Nord - o meglio, all'estrema punta meridionale del Nord. Lo credono anche molti riminesi, prima di varcare il Po; ma quando si avventurano nel Nord vero cominciano a rivedere i loro punti cardinali. Il fatto è che se Rimini è il Sud del Nord, le odiate Marche sono il Nord del Centro - operose, efficienti, attente al sodo - e difatti i lombardi ci si trovano più a loro agio. Una versione brianzol-riminese del film di Miniero dovrebbe quindi intitolarsi «Benvenuti al Sud del Nord»; se invece Bisio e Finocchiaro si fossero trasferiti sul Gargano, avremmo avuto un «Benvenuti al Nord del Sud».
La cosa buffa è che anche molti riminesi provenienti dal Nord del Sud o dal Sud del Centro sostengono di essersi sentiti più al Sud qui a Rimini che al Sud propriamente detto - e non nel senso che si sentivano più a casa loro, anzi. Certo che devono dirlo a bassa voce, se no i riminesi doc si arrabbiano. Ma poi, se sono rimasti qui, sia i lombardi che gli abruzzesi, significa che il Sud del Nord non è poi così male, a saperlo prendere. Chissà se qualcuno di loro non preferisca goderselo da scapolo e, come il dirigente delle Poste del film, non inviti la moglie a Rimini per un weekend per spaventarla mettendo in scena i peggiori luoghi comuni sulla riminesità. Tutti che girano masticando piadina. Su ogni albero, un vecchio matto che urla «Voglio una donna». In ogni tabaccheria, tettone vogliose dall'occhio torbido. Cubiste russe anche nelle chiese. Bagnini-pasdaran truzzissimi a bordo di moto rombanti, che controllano se sei abbronzato e vai in discoteca regolarmente. Mucillagine che esce dai rubinetti. Presenza obbligata ai concerti dell'Orchestra spettacolo Casadei. Pedoni travolti sulle strisce, senza pietà. Un momento. quest'ultimo particolare non sarebbe una messinscena. Eh già, l'unico a non sentirsi mai benvenuto a Rimini è il pedone.
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