Il mattatoio cerca il rilancio

TALAMELLO - Notizie Santarcangelo - mer 17 nov 2010
di Daniela Succi

Meno lavoro nonostante la chiusura di Riccione
Si pensa anche ad una coop per la vendita a hotel e ristoranti

La Provincia di Rimini ha stanziato 50mila euro per alcuni interventi di manutenzione straordinaria per il mattatoio di Talamello, che si aggiungono ai 10mila stanziati dalla Comunità Montana. Una struttura di circa 1400 metri quadri che, con l'acquisizione dei 7 comuni, è diventata il mattatoio provinciale a tutti gli effetti. Non con questo che ci sia stato un aumento di lavoro, anzi tutt'altro.
Appena chiuso il macello di Riccione, da circa due anni, gli allevatori della provincia di Rimini hanno cominciato a distribuirsi fra il mattatoio di Mercatale, per chi appartiene al versante del Conca e verso Talamello tutti gli altri, circa il 60%. Forse a causa dei contributi per le spese di trasporto che per un certo periodo l'Associazione Allevatori ha stanziato, dalla zona del riminese il lavoro per il mattatoio di Talamello è calato del 30%; evidentemente risulta più comodo Mercatale, malgrado sia fuori provincia. C'è anche un outsider, ovvero il mattatoio di San Marino, che raccoglie il 2/3% dalla provincia di Rimini.
Il mattatoio di Talamello è di proprietà della Comunità Montana dell'Alta Valmarecchia, condotta mediante una gestione esterna dalla Montefeltro Servizi, una cosiddetta società in house appartenente alla Comunità Montana e ai 7 Comuni. A breve ci sarà un incontro fra il direttore del mattatoio e l'assessore provinciale Jamil Sadegholvaad per una richiesta che sicuramente non passerà inosservata: si va sul marketing. Con tanto di progetto, posizionamento sul mercato, logo. "Secondo me, ma lo richiedono anche gli allevatori, manca il sezionamento - spiega il direttore del macello, Paolo Ricci - noi macelliamo e consegniamo le mezzane intere, difficili da vendere al dettaglio; pensiamo a tutti gli alberghi della costa e anche a tutte le famiglie che vorrebbero comprare carne di certissima provenienza locale".
Il Direttore parla anche di aiuto per gli allevatori locali, oggi si trovano in difficoltà a causa della crisi, e ragiona anche in termini di posti di lavoro, calcolando i trasportatori, i sezionatori, i venditori. Avanza l'ipotesi di una cooperativa che possa vendere il proprio prodotto in una sede opportuna. "Gli allevatori di Rimini quando inizialmente sono arrivati nella struttura hanno manifestato l'esigenza di poter lavorare la carne - prosegue il direttore del mattatoio di Talamello - e venderla garantendone la provenienza, rifornendo anche gli alberghi al mare; la Provincia potrebbe lavorare su un marchio carne della Valmarecchia e anche gli stessi ristoratori potrebbero lavorare garantendo la carne utilizzata con un marchio di provenienza; un buon punto vendita al dettaglio potrebbe essere Santarcangelo".
Paolo Ricci menziona Santarcangelo come piazza ottimale per una struttura di lavorazione e rivendita perché è proprio lì che la Provincia aveva in progetto di aprire un nuovo mattatoio che servisse la zona circostante. Poi la cosa non è stata più necessaria grazie alla "annessione" di Talamello.
Il mattatoio, che a breve sarà interessato da una serie di lavori di ristrutturazione, come gli adeguamenti igienico-sanitari o anche l'installazione di un impianto fotovoltaico, sicuramente non chiuderà neanche per un breve periodo, trattandosi, l'inverno, del momento di maggiore lavoro per la "smessa" del maiale. A Talamello ci sono tre linee di macellazione: bovini, suini, ovini. Tutti a km zero o quasi.

 

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