Proviamo col tunnel

Rimini - Notizie Borgo San Giuliano - gio 04 nov 2010
di Redazione

Tutti sono d'accordo per pedonalizzare il Ponte Tiberio, ma come?
Un sottopassaggio di 300 metri dovrà incanalare il traffico da viale Tiberio a via Fracassi passando sotto il vecchio alveo del fiume Marecchia

Da tempo immemorabile si parla della pedonalizzazione del ponte di Tiberio su cui tutti sono d'accordo e negli anni si sono fatti diversi ipotesi. In questi ultimi anni, con la decisione di ripristinare il fossato intorno al Castello Maltestiano e spostare il mercato ambulanti, trovare una soluzione per il ponte era propedeutica a qualsiasi altro progetto. Già nel 1983 si era progettato uno "scavalcamento" del ponte Tiberio per via sotterranea e riproposto qualche anno dopo, ma poi tutto era caduto nell'oblio. Altre ipotesi in seguito sono state avanzate e sembravano le più accreditate: deviare tutta la circolazione per il ponte dei Mille e cambiare senso a via Bastioni Settentrionali per accedere in città; costruire un ponte alternativo a monte del ponte di legno ed un percorso che dalla vecchia circonvallazione raggiungesse l'Ina Casa, via Valturio e quindi il Centro. Per anni questa è stata la soluzione con meno dissens, se non quello degli abitanti delle zone interessate.
Altri poi cercano di proporre una loro e più ecologica visione della città. I centri storici non possono in alcun modo essere appesantiti dal traffico crescente e l'accesso deve al contrario, per i veicoli motorizzati, essere drasticamente diminuito. Quindi niente ponti o tunnel, ma una cintura di parcheggi a cerchi concentrici intorno alla città, collegati al centro con mezzi ecologici, a trazione elettrica, navette, biciclette, isole pedonali estese e controllate. La situazione difficile del traffico e della mobilità non riguarda solo Rimini, ma quasi tutte le vecchie città d'Europa. E soprattutto nel nord del nostro continente la soluzione è stata proprio quest'ultima.
Dimensioni e costi dell'opera
In questi giorni è approdato in commissione consiliare "Territorio, ambiente e mobilità" lo studio di fattibilità del tunnel sotto l'invaso del Ponte che dovrebbe collegare Borgo San Giuliano alla città con entrata vicino al parcheggio di via Tiberio ed uscita in via Fracassi. Nel rapporto si legge che l'opera oltre ad eliminare il traffico dal Ponte di Tiberio riqualificherebbe l'intera zona dal ponte della Resistenza a Piazza Malatesta. Il tunnel sarà lungo 300 metri, alto 5 e largo 11 con corsie e marciapiedi nei due sensi di marcia, accessibile ai mezzi pubblici e secondo i progettisti non modificherà le attuali falde. Saranno usati asfalti, vernici e calcestruzzo che permetteranno l'abbattimento delle polveri sottili. I lavori procederanno "senza creare disagi alla circolazione esistente". In largo Vannoni è prevista una rotatoria per meglio convogliare il traffico. Il costo previsto dell'intera opera è stimato intorno ai 15 milioni di euro.
Gli abitanti ed i commercianti del Borgo vogliono vederci chiaro e dire la loro
Il pregio di questo progetto, oltre al valore ingegneristico, è quello di essere stato presentato con planimetrie e costi. La cittadinanza lo può vedere, giudicare, criticare, modificare ed eventualmente bocciare: per ora è solo un progetto e non è ancora l'unica soluzione. Un intervento di tal genere coinvolge a domino tutta la città, e quindi deve rientrare in un piano di assetto urbanistico di più ampio respiro. Pur con i dovuti distinguo e dubbi, gli abitanti del Borgo San Giuliano e gli operatori economici prima di bocciare o accettare il progetto, come sottolinea Arturo Pane dell'Associazione Commercianti, pensano che qualsiasi opera debba essere contestualizzata ad interventi di riqualificazione dell'area, viabilità e parcheggi inclusi, in modo che finalmente il corso d'Augusto possa unire senza soluzione di continuità i due borghi di San Giovanni e San Giuliano, dall'Arco al Ponte Tiberio. Gli operatori e i borghigiani che sono i primi ad essere coinvolti dal tunnel, non vogliono vedere stravolto il loro quartiere, che sta raggiungendo un suo equilibrio e un discreto successo come distretto commerciale ed enogastronomico. E' difficile realizzare un'opera di tale portata con il dissenso dei cittadini. Un anno fa per molto meno si è dovuto fermare dopo due ore il tentativo di chiudere il traffico sul Ponte, e poi, come si convinceranno gli abitanti dell' area di via Italo Flori che vedranno il tunnel sbucare vicino casa? La strada maestra è quella del coinvolgimento dei cittadini e di creare il consenso con la chiarezza, le spiegazioni, la trasparenza, tempi di realizzazione, prima di qualsiasi intervento ed è quello che chiedono ed auspicano i cittadini ed i commercianti del Borgo san Giuliano.

 

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